DOYLE – PURO TERRORE SUL PALCO – 23/07/2018 – Slaughter Club – Paderno Dugnano (MI)

Written by on July 26, 2018

Share on

LIVE REPORT – DOYLE + OFF THE CROSS + GOGOPONIES

23-07-2018 – Slaughter Club – Paderno Dugnano (MI)

Ben trovati allo Slaughter Club, locale milanese aperto da poco ma già ben avviato e ricco di futuri eventi interessanti, stasera ha l’onore di ospitare colui che ha coniato l’horror punk militando nei Misfits, diamo il benvenuto al terrificante Doyle Wolfgang Von Frankenstein, forte della pubblicazione del secondo disco “Doyle II: As We Die” uscito l’anno scorso. Quando il locale apre è presente solo una decina di persone che tempestivamente occupano la prima fila, e, in attesa del loro idolo assisteremo all’esibizione di due special guest.

GOGOPONIES

Ad aprire la serata spetta ai GOGOPONIES, band della Brianza nata nel 2016 con all’attivo solo tre singoli dato che per scelta vogliono puntare maggiormente sull’attività live piuttosto che alla produzione, vediamoli all’opera. Non appena entrano in scena attirano subito l’attenzione, vestiti tipo giocatori di baseball con delle mini mazze, prendono posizione partendo con “Pony In The Sky With Diamond”, il gentil sesso ha la prevalenza con cantante, chitarrista e batterista donne e un bassista, che complessivamente sfoderano grande energia in particolare la front-woman Carolina. Si autodefiniscono “fit metal” ovvero la combinazione di un sound pesante con una base dance che possa abbinarsi alla ginnastica fitness, però ascoltando i pezzi si nota che sono lontani dall’essere “metal”, in quanto Vanessa alla chitarra usa esclusivamente suoni distorti ed effettati che si rifanno decisamente al grunge, mentre la base dance data dalla scalpitante Silvia alle percussioni è ben evidente, anche dal punto di vista scenico dato che suona in piedi. Miky al basso fortifica il sound con note molto corpose e la sopra citata Carolina si fa in quattro per tenere caldo il pubblico, sgolandosi con voce pulita e intensa. Complessivamente l’esibizione è stata di un certo impatto, grazie alla grinta e tenuta di palco del quartetto brianzolo, la risposta dei pochi presenti è sicuramente positiva. Consiglierei a Vanessa di curare la struttura della ritmica per renderla più metal, cosicché abbinata alla batteria renderebbe il sound più accattivante, e, l’esibizione già molto energica avrebbe un impatto ancora maggiore.

LINE-UP:
Carolina Galimberti – founder-vocals
Miky Bengala – founder-bass
Vanessa Aloise – founder-guitar
Silvia Toti – founder-percussions

SETLIST:
1 – Pony In The Sky With Diamond
2 – Hot
3 – 2, 3, 4, 1 Two!
4 – Camel Toe
5 – I Got Erection
6 – JJJ
7 – Pasta e Furious
8 – Figa

OFF THE CROSS

Ora passiamo la parola agli OFF THE CROSS, nati in Belgio nel 2016 con già all’attivo il debut album “Divided Kingdom” pubblicato l’anno successivo. Accolti calorosamente esordiscono con “Final Adjustment” alzando nettamente il livello di pesantezza della serata, invidiabile tenuta di palco, coesione ed interazione, pezzo dopo pezzo accendono l’entusiasmo dei presenti. Il loro tipo di metal non è catalogabile in quanto è una miscela di vari generi, a seconda dei pezzi i potenti riff di chitarra associati alle dure linee di basso, risentono l’influenza dello sludge, il doom e l’hardcore, mentre Servaas alla batteria conferisce una martellante impronta death, il tutto è ben costruito e ne risulta un sound molto personale, a cui si amalgama perfettamente il ruggente growl del frontman Stevens, che non perde mai il contatto con il pubblico e durante il pezzo di chiusura “Red Seas Flowing” scende dal palco cantando direttamente alle prime file, che ripagano la band con meritati applausi. Davvero una performance breve ma intensa, questi giovani ragazzi hanno molto da offrire, peccato che il pubblico non gli ha reso giustizia, perché come succede spesso in Italia le band di supporto non vengono calcolate, e, la maggior parte della gente (complessivamente ancora poca) è rimasta fuori dal locale in attesa dell’ headliner.

LINE-UP:
Stevens Van Crombruggen – Vocals
Jens De Vos – guitars
Kurt Hermans – Bass
Servaas Steurbaut – Drums

SETLIST:
1 – Final Adjustment
2 – Divided Kingdom
3 – Megalomaniac
4 – Confiment Of Our Souls
5 – Prophet
6 – Book Of Doom
7 – Red Seas Flowing

DOYLE

Siamo giunti al gran finale e finalmente tutto il pubblico raggiunge il palco, mentre i tecnici preparano gli strumenti la tensione cresce, finalmente le luci si abbassano e Wade prende posizione alla batteria, sotto i suoi colpi lo raggiunge Brandon al basso, Alex “Wolfman” Story alla voce ed infine in tutta la sua imponenza, face painting e la fedele chitarra nera “Annihilator”, il mastodontico Doyle irrompe con “Abominator” investendo i fans con un granitico muro di suono. Finalmente il pubblico prende vita e inizia a cantare e pogare, esaltato dalla potenza travolgente di Doyle e soci, che ovviamente oltre ai pezzi nuovi ne eseguono anche dal primo disco “Abominator”, la differenza è minima perché sono tutti delle cannonate che non lasciano scampo. Il quartetto del New Jersey s’impossessa del palco facendone il proprio territorio di guerra, Wade è un rullo compressore che fa tremare il palco sotto i micidiali colpi di piatti e pelli, Brandon come presenza resta in secondo piano ma il suo basso rimbomba nelle viscere, Alex “Wolfman” è un vero animale da palco, salta, si dimena, si stende a terra, sale sugli amplificatori e si spinge fino alla transenna per cantare faccia a faccia coi fans, nonostante sia visibilmente strafatto con uno sguardo allucinato, canta ogni pezzo con una lacerante voce al vetriolo senza perdere un colpo. Infine Mr. Doyle è un essere demoniaco che si aggira minaccioso per il palco, mitragliando i nostri timpani con riff devastanti con una minima presenza di assoli, sparando un pezzo dopo l’altro concedendosi brevissime pause, interazione praticamente nulla, probabilmente i fans conoscendo il personaggio lo accettano e continuano a scatenarsi in questo vortice “horror metal punk”, purtroppo penalizzato dai suoni un po’ impastati. Procedendo come uno schiacciasassi bruciano rapidamente il repertorio sino alla conclusiva “Hope Hell Is Warm”, ritirandosi con un semplice “goodnight” da parte di Alex, nemmeno le urla e applausi dei fans riescono a scomporre il gelido Doyle che non concede nemmeno il bis.

Senza dubbio Doyle e soci hanno fatto terra bruciata con uno show tirato al massimo, complimenti anche ai loro compagni di palco Off The Cross e Gogoponies, ai quali auguriamo il meglio per il futuro essendo emergenti, e, ovviamente ringraziamo la Good Music e tutto lo staff dello Slaughter Club per aver organizzato questo fantastico evento. Alla prossima!!!

LINE-UP:
Alex “Wolfman” Story – Vocals
Doyle Wolfgang Von Frankenstein – Guitar
Brandon Strate – Bass
Wade Murff – Drums

SETLIST:
1 – Abominator
2 – Beast Like Me
3 – Headhunter
4 – Valley Of Shadows
5 – Witch Craf
6 – Dreamingdeadgirls
7 – Cemeterysexxx
8 – We Belong Dead
9 – Mark Of The Beast
10 – Love Like Murder
11 – Hope Hell Is Warm


Share on

Current track
Title
Artist