LIVE REPORT JINJER – LA FABBRICA DELLE NUVOLE CREA LA TEMPESTA – 13/08/2018

Written by on August 16, 2018

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LIVE REPORT – JINJER + MOEBIUS + GENUS ORDINIS DEI + DECEIT MACHINE

13-08-2018 Circolo Svolta – Rozzano (MI)

Live Report by Giacomo Cerutti

Gallerie fotografiche a cura di Dario De Marco (grazie Metalforce.it)

Si ringrazia: Crown MetalChristian GrassoNapalm RecordsRevalve RecordsCircolo Svolta – Tom Hell’s Nights

Dopo il successo riscontrato quando aprirono il concerto degli Arch Enemy lo scorso gennaio, i grandiosi JINJER capitanati dall’inossidabile Tatiana Shmailyuk, fanno un glorioso ritorno da headliner per promuovere la loro terza fatica fresca d’uscita “Cloud Factory”. All’apertura del locale è già presente un nutrito numero di fans, che rapidamente conquistano la prima fila del piccolo stage, durante l’attesa delle tre band italiane di supporto i fans aumentano ancora ansiosi di vedere i loro idoli.

DECEIT MACHINE

A dare il calcio d’inizio spetta ai DECEIT MACHINE, band milanese nata nel 2014 con all’attivo il debut album “Resilience” pubblicato due anni fa, con il quale proposero un sound hard rock ma attualmente hanno coraggiosamente deciso di cambiare stile riadattando i pezzi in chiave metal. Entrando in scena con tanta voglia di suonare e una giustificata tensione, partono subito con un inedito “Killer Machine” dopodiché eseguono i brani del sopra citato “Resilience” e… la differenza è abissale! L’hard rock si è trasformato in un potente alternative metal, composto da parti di chitarra dirompenti con sferzate di assoli ad opera di Gabriele, solide linee di basso e una batteria scalpitante, e soprattutto la calda e melodiosa voce della frontwoman Michela di Mauro, è divenuta un alternarsi di clean vocal e growl graffiante. Davvero un cambiamento drastico, inoltre stasera presentano i nuovi membri Matteo al basso e Alfonso alla batteria (già militante nei Temperance) che si rivelano dei validi acquisti. Il tempo purtroppo scorre velocemente e con soli sei pezzi terminano l’esibizione, durante la quale con grinta e passione hanno dimostrato di che pasta sono fatti, ricevendo sonori applausi ad ogni canzone sino alla conclusiva “Awekening”. I Deceit Machine sono stati una buona rampa di lancio per la serata, hanno saputo dare al pubblico il giusto riscaldamento, rimaniamo in attesa di un futuro disco perché ho il presentimento che grazie al loro impegno e coraggio, sicuramente sapranno stupirci.

LINE-UP:
Michela Di Mauro – Vocals
Gabriele Ghezzi – Guitar
Matteo Busnelli – Bass
Alfonso Mocerino – Drums

SETLIST:
1 – Intro/Killer Machine (inedito)
2 – (Karma)
3 – Raven
4 – Watchdog
5 – Absence
6 – Awekening

foto: Dario De Marco

GENUS ORDINIS DEI

Ora è il momento dei GENUS ORDINIS DEI con i quali si cambia registro passando al symphonic death metal, accolti calorosamente dal pubblico numeroso, danno il via all’esibizione con “You Die In Roma” tratta dal secondo nuovo lavoro “Great Olden Dynasty” uscito l’anno scorso. L’ondata sonora è davvero notevole, Tommaso e Niccolò tramite un susseguirsi di taglienti riff e assoli ben incastonati tra loro, trovano il giusto equilibrio tra pesantezza e melodia, quest’ultima arricchita dall’aggiunta di elementi sinfonici pre-registrati e inseriti in sede live, ritmica e melodia sono ben amalgamate dalle solide linee di basso da parte di Steven, il tutto è sorretto dalle massicce quanto calibrate parti di batteria sostenute da Richard. Tutti i componenti hanno un’elevata preparazione tecnica, ne consegue che il sound è ben strutturato in ogni sua parte, reso ancora più intenso dal micidiale growl del Frontman Niccolò che ben si destreggia tra le sue corde vocali e della chitarra, inoltre anche l’aspetto scenografico è molto curato. Dalla risposta del pubblico carico d’entusiasmo, è evidente che dalla nascita nel 2009 a oggi la loro schiera di fans è aumentata, e i nostri li tengono saldamente grazie alla forte interazione, sino alla conclusiva “Roots And Idols Of Cement”. Fortemente acclamati a ogni pezzo, il quartetto di Crema può lasciare il palco a testa alta, a giugno li ho visti suonare di supporto ai Suffocation al Legend Club e mi hanno fatto una buona impressione, stasera quell’impressione è diventata una certezza positiva grazie alla loro professionalità, energia e passione.

LINE-UP:
Niccolò “Nick K” Cadregari – vocal/guitar
Tommaso “Tommy Mastermind” Monticelli – guitar
Steven F. Olda – bass
Richard Meiz – drum

SETLIST:
1 – You Die In Roma
2 – Embracing The Earth
3 – Halls Of Humen Delights
4 – The Flemish Obituary
5 – Red Snake
6 – Roots And Idols Of Cement

foto: Dario De Marco

MOEBIUS

Passiamo la parola ai MOEBIUS, nati nel 2014 a Oristano promuovono il loro primo lavoro “Hybris” uscito l’anno scorso. Il locale è sempre più pieno, accolti calorosamente prendono posizione e senza indugi iniziano l’esibizione. Il genere proposto è una sorta di technical-math-djent che sente molto l’influenza dei Meshuggah e Gojira, le chitarre di Gabriele e Andrea s’intrecciano in complicate ritmiche, sembrano seguire un filo logico matematico che le riportano sempre al punto di partenza, seguite parallelamente dalle note di Andrea Palmes al basso che le rende più fluide, mentre le parti di batteria apportate da Valentino sono relativamente semplici senza repentini cambi di tempo, infine il frontman Andrea Orrù dà sfogo ad un profondo growl, purtroppo penalizzato dall’audio in quanto più basso rispetto al sound. Hanno una buona tenuta di palco, tuttavia dopo alcuni pezzi il sound risulta monotono e ripetitivo, non metto in dubbio la loro bravura e preparazione tecnica ma sinceramente non incontrano il mio gusto, comunque mi fa piacere constatare che la maggiora parte del pubblico li apprezza, ripagando ogni pezzo con forti applausi.

LINE-UP:
Andrea Orrù – vocals
Gabriele Sanna – guitar
Andrea Palmes – guitar
Nicola Lampis – bass
Valentino Sanna – drums

foto: Dario De Marco

JINJER

Siamo giunti al culmine della serata, il locale è gremito di fans in trepidante attesa dei loro idoli, vederli preparare gli ultimi settaggi agli strumenti è sufficiente a fare salire la tensione, finalmente le luci si abbassano, i musicisti entrano in scena e dalla platea si sollevano urla, irrompendo con “Who Is Gonna Be The One?” scatenano il delirio, e, quando appare la conturbante Tatiana la folla esplode in un boato. Un inizio di fuoco che si protrarrà per tutto il concerto, impossibile rimanere calmi di fronte alla loro potenza devastante, macinano un pezzo dopo l’altro sprizzando energia da tutti i pori, riuscendo a trasmetterla ai fans sempre più esaltati, inoltre nonostante che la formazione sia rimaneggiata la loro intesa sul palco è evidente. Roman unico membro originale è una fonte inesauribile di riff distruttivi, affiancato dalle granitiche linee di basso ad opera di Eugene, mentre Vladislav è una macchina da guerra che viaggia sul doppio pedale, scaricando tutta la sua violenza su piatti e pelli. In tutto questo massacro per i timpani, danno anche spazio a parti più tenui e melodiche, talvolta inserendo parti funky-raggae, il tutto si sposa perfettamente con la vocalità di Tatiana estremamente versatile, riesce con grande abilità ad alternare growl e clean vocal a seconda dei pezzi. Atletica e dinamica la frontwoman prende possesso del palco dominandolo dalla pedana centrale, grazie al suo invidiabile carisma e potenza vocale, stringe in una morsa i fans spremendoli sino all’ultima goccia d’energia vitale, inutile dire che il riscontro è elevato all’ennesima potenza con urla, applausi, cori d’incitamento, pogo violento senza far mancare il crowdsurfing. Ovviamente, oltre ai pezzi nuovi non mancano gli estratti dal precedente “King Of Evetithing”, in teoria con “Bad Water” il concerto sarebbe concluso e la band si ritira, ma i fans ancora insoddisfatti li reclamano con tanto fervore, a tal punto che convincono Tatiana e soci a tornare sul palco per l’ultmo brano “Scissors”, con il quale i Jinjer danno ai fans il colpo di grazia.

È stata una serata davvero oltre le aspettative, un crescendo di emozione e divertimento dalla prima all’ultima band, congratulazioni ai nostri MOEBIUS, GENUS ORDINIS DEI e DECEIT MACHINE che hanno dato l’anima per offrirci un grande spettacolo riuscendoci con successo, un’ovazione per i mitici JINJER per averci fatto scatenare con un’esibizione granitica, che il Circolo Svolta non si dimenticherà facilmente. Un sincero ringraziamento alla Crown Metal e a tutto lo staff del locale per aver realizzato questo fantastico evento, sperando che in futuro ce ne saranno molti altri. Alla prossima!!!

LINE-UP:
Tatiana Shmailyuk – vocal
Roman Ibramkhalilov – guitar
Eugene Kostyuk – bass
Vladislav Ulasevish – drum

SETLIST:
1 – Who Is Gonna Be The One?
2 – Words Of Wisdom
3 – Sit Stay Roll Over
4 – I Speak Astronomy
5 – Just Another
6 – Pisces
7 – I Want It I’ll Get It
8 – Captain Clock
9 – Outlander
10 – No Hoard Of Value
11 – Cloud Factory
12 – Bad Water

ENCORE:
1 – Scissors

foto: Dario De Marco


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