Agglutination Festival – Metallo Rovente a Chiaromonte 19/08/2018

Written by on August 25, 2018

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DEATH SS + PESTILENCE + FOLKSTONE + WITCHUNTER + AD NOCTEM FUNERIIS + CIRCLE OF THE WITCHES + ROME IN MONOCHROME

XXIV Agglutination @ Chiaromonte (Potenza)

Domenica 19/08/2018

Gallerie fotografiche a cura di Rose Profeta (Grazie Metalforce.it)

Si ringrazia: Gerardo Cafaro e tutta l’organizzazione dell’Agglutination Metal Festival

 

LIVE REPORT by Alessandro Masetto

Questa esperienza da fare, tanto affascinante, quanto lontana da casa mia (900km) dell’Agglutination, mi intrigava da tempo e non poco, ma per svariate ragioni ho sempre desistito, anche se la voglia era tanta sempre, specie lo scorso anno che come Headliner furono scelti i miei amati Venom di Cronos, e anche perché amo il Sud in modo viscerale e in particolare la gente che lo popola. Quest’anno però, dal momento in cui appresi che la testa di serie erano i miei idoli preferiti su tutti, ovvero i Death SS, la scelta è venuta quasi spontanea e in modo automatico, spingendomi di forza nel profondo Sud, in Basilicata, precisamente nella bellissima e suggestiva Chiaromonte, dove si è svolta la 24esima edizione dell’Agglutination. Il clima di festa paesana tipica d’altri tempi, dove si è tutti amici e riuniti in una grande famiglia sono merce rara oggi, e l’Agglutination invece riesce in tutto questo, avendo il merito di riuscire a trasmettere tutto ciò, portando in una difficile area geografica italiana, uno dei festival di maggior interesse e prestigio nazionale. La salsiccia speziata alla brace, tipico prodotto della Lucania, e l’ottima birra servita a prezzi sempre popolari sono un ulteriore valore aggiunto, a cui si somma un elemento ancor di maggiore importanza, ovvero un palco galattico, dove i suoni pressoché perfetti per tutta la durata della manifestazione, che renderanno questo evento unico e indimenticabile per il sottoscritto! Oltre ai Death SS, il bill è arricchito dalla presenza degli storici death metallers olandesi Pestilence, oltre che da Necrodeath, Witchunter e Folkstone, tutte bands di primo livello e di assoluto valore del panorama Metal Italiano passato ed attuale. Le premesse per una grande giornata di Metal quindi c’erano tutte, con la grande complicità del meteo, un vero e proprio alleato da inizio a fine, dove contro ogni previsione non è caduta una sola goccia di pioggia, nonostante un cielo di lampi e fulmini sin dal primo pomeriggio che lasciava ben poche speranze all’immaginazione, minacciando “ire funeste” che si sarebbero da lì a poco abbattute! Invece, contro ogni pronostico…ha retto dall’inizio alla fine! Ora non mi resta che raccontarvi delle bands. Buona continuazione!

ROME IN MONOCHROME

Ai Romani Rome In Monochrome, l’onore di aprire il sipario di questa XXIV dell’Agglutination. E’ancora presto a Chiaromonte, quando questi emergenti ragazzi fanno il loro ingresso sul palco…molti spettatori sono ancora fuori, stipati in lunghe code, impegnati nei controlli obbligatori antiterrorismo all’ingresso, che mi sono parsi sin troppo rigidi da parte delle forze dell’ordine, che hanno impedito a chi scrive e a molti altri di assistere alla loro esibizione dall’inizio. Da quanto visto e sentito, i Rome In Monochrome, sono dedicati ad un post-rock a forti tinte moderne, un genere poco incline al mio palato e alle mie orecchie, abituate certamente ad un Metal con sonorità più classiche e canoniche. Sono comunque artisti ben preparati nella loro materia, e si sono distinti per lo stile e la capacità innovativa ed originale della loro proposta, che certamente troverà fans presenti e futuri tra le nuove leve. Mezz’ora di buon rock è senza dubbio l’aperitivo migliore (vista l’ora), per iniziare al meglio la giornata no? E noi ce lo siamo gustato tutto!

foto: Rose Profeta

CIRCLE OF THE WITCHES

Con i Circle of The Witches, cominciamo ad addentrarci in un genere più consono e a me’ familiare, che pesca tanto dallo stoner, quanto dal Metal più tradizionale di pure estrazione ottantiana anglosassone, pescando fino al confine del Doom più oscuro e tenebroso. Si sente nel sound di questa band non più tanto giovanissima (attiva dal 2004 per la precisione), esperta e piuttosto navigata, la fusione di Judas Priest, Candlemass, Gran Magus e Orange Goblin, in un contesto molto personale e ottimamente proposto in sede live oggi, grazie a una tecnica individuale molto buona e a una ottima personalità sul palco. Promossi a pieni voti!

foto: Rose Profeta

AD NOCTEM FUNERIIS

Con i Pugliesi Ad Noctem Funeriis, si passa al più classico Black Metal di stampo scandinavo, con pezzi tiratissimi, ultraveloci, violenti e che tolgono il respiro, come il genere canonicamente lo prevede. Attivi dal 2002, e in procinto di un nuovo album in imminente uscita, hanno il merito di coinvolgere e catturare l’attenzione, grazie a una presenza scenica di tutto rispetto, corredata da make-up, croci rovesciate, cartuccere, spade e tutto ciò che possa rendere più blasfemo possibile il loro show! Ammetto con grande onestà di non essere un cultore di Metal estremo e in generale di Black Metal, ma i Ad Noctem Funeriis, oggi sono stati davvero tosti, e sono riusciti nel non semplice compito, di strappare molti applausi e consensi, nonostante la loro esibizione a livello scenografico sia stata fortemente penalizzata dalla luce del giorno, ancora troppo alta per un concerto di Black Metal che si rispetti! Ma nei festival le esigenze di orario e di scaletta impongono (purtroppo) anche questo.

foto: Rose Profeta

WITCHUNTER

Con i defenders Witchunter, si passa a sonorità decisamente più classiche, e più avvezze al mio palato e  gusto personale. Attivi dal 2007, propongono un HM/Speed di matrice Europea, pescando tanto dai capostipiti della NWOBHM quali Saxon, Priest, Maiden quanto da quello tedesco alla Grave Digger, Hammerfall, Blind Gurdian! Look in pieno stile anni 80, in cui cinte borchiate catene, bracciali e very leather, fanno a pugni tra di loro, colpendo in faccia lo spettatore a metallate continue e senza soste! Ineccepibile la sezione ritmica, voce potente e tirata al punto giusto, i Witchunter sono stati protagonisti di uno show mozzafiato, che ha messo a ferro e fuoco il palco dell’Agglutination, risultando complessivamente tra i migliori in assoluto della giornata! Lo split, in prossima uscita, in compagnia dei Tedeschi Blackevil, appare il giusto premio per una band Metal Italiana, che ha saputo crescere e farsi rispettare nel fitto panorama internazionale attuale. Grandissimi!

foto: Rose Profeta

NECRODEATH

I Genovesi Black/Thrashers Necrodeath, attivi dal lontanissimo 1984, sono certamente da annoverarsi tra le Metal band nostrane più longeve e determinanti dell’intero panorama, autori di album storici e memorabili, e tornati in auge prepotentemente pochi mesi fa, dando alle stampe l’ottimo “The Age Of Dead Christ”, ottimamente accolto da stampa e critica. La band capitanata dal batterista Peso, uno dei due fondatori rimasti ancora in formazione, si riconferma in sede live una macchina da guerra, sinonimo di garanzia, qualità, e doti tecniche non comuni, e che nulla hanno da invidiare ai più celebri e illustri colleghi stranieri. Un’ora circa di devasto puro, dove oltre al mitico Peso (uno dei migliori batteristi Metal italiani in circolazione), si sono distinte le qualità vocali di un Flegias, tirato a lucido come non mai, in forma smagliante, capace di vomitare rabbia da ogni strofa, supportato da un Pier Gonella alla chitarra in giornata di grazia. Incessanti applausi, prima, durante e a fine esibizione, sinonimo di alto gradimento del pubblico. I ragazzi hanno dato la giusta carica esplosiva ed adrenalinica. Grande prestazione dei Liguri, che definire perfetta appare quasi riduttivo. Che gli Inferi possano accogliervi sempre nel loro Profundiis! Totali! Con i Witchunter i migliori (Death SS esclusi).

foto: Rose Profeta

FOLKSTONE

I Lombardi Folkstone, sono forse oggi la band Folk/Celtic Metal più famosa in Italia, con ben quattro dischi all’attivo. La loro proposta si muove nei canoni classici del genere in questione, con quell’ibrido tra medioevo e moderno che non mi ha mai convinto. Per carità, è divertente vedere come strumenti a fiato antichi, cornamuse, violini, tamburi si fondano con le schitarrate violente delle strumentazioni odierne, ma la pecca e’ che i pezzi appaiono tutti troppo simili stilisticamente e troppo impostati su uno schema predefinito. Ma a vedere l’alto indice di gradimento che manifesta il popolo celtico (accorso in discreta rappresentanza), durante lo show dei Folkstone, testimonia che la scelta di inserirli nel bill di questa edizione, è stata vincente e quanto mai azzeccata.

foto: Rose Profeta

PESTILENCE

Inizia a calare la luce, e con gli Olandesi thrashers Old School Pestilence, si cambia decisamente registro, e si ritorna a sonorità più martellanti ed incisive. Tecnicamente i Pestilence sono inappuntabili, anche se la loro musica dagli esordi si è evoluta molto in questi anni, sfociando in un death-prog dal retrogusto modernista, che ha fatto perdere parecchi punti alla band capitanata da Patrick Mameli. Il loro show, molto rapido ed essenziale, sotto tutti i punti di vista, ha dato l’idea di volere essere un tributo al passato, dove giocano in un terreno consono, evitando il più complicato tentativo di farsi apprezzare per le produzioni più recenti, incentrando la scaletta sul passato thrash ottantiano. Ossessivi e devastanti all’inverosimile, si sono dimostrati comunque all’altezza della situazione. Sono quasi le 23 e i grandi Big si stanno preparando. I Death SS sono pronti per incendiare il palco dell’Agglutination.

foto: Rose Profeta

DEATH SS

Ore 23:00. Calano le Tenebre su Chiaromonte ed entrano in scena i Death SS, ovvero il gruppo Cult massimo del Metal Italiano. Per il sottoscritto, raccontarvi di un loro evento (perché parlare di “concerto” appare troppo riduttivo), è sempre un’emozione indescrivibile, perché lo dovrei scrivere con l’obbiettività di reporter, ma al tempo stesso frenare l’enfasi e la grande emotività che ciò inevitabilmente  comporta, risulta assai complicato. Pesaro 1977 – Chiaromonte 2018. Sono passati 41 anni (40esimo della band celebrato lo scorso anno) e siamo ancora qua a parlare di Death SS e di Steve Sylvester, ovvero il simbolo, l’anima, la mente che da sempre porta avanti la band toscana, nel suo nome e nella sua volontà di evoluzione. Non mi stancherò mai di ripetere che i Death SS, hanno avuto il solo “torto” di nascere in Italia, perché non hanno mai avuto nulla da invidiare a nessuna band internazionale più conosciuta o blasonata, anzi esattamente il contrario, sono stati semmai basilari e un riferimento per molte di queste, come per i Mercyful Fate del Re Diamante! Ma la bellezza di essere, in fondo, una Cult band è pure questo, non essere alla portata di tutti e non essere  convenzionale per i “comuni mortali”. Quello che stasera sono riusciti a proporre in sede live, è stato uno show impeccabile sotto ogni aspetto, musicale, scenografico e stilistico. Qualcosa di Unico, come del resto lo e’ un qualsiasi loro show dei tanti a cui ho assistito in passato nel corso degli anni. Il supporto che il Maestro riceve dai suoi collaboratori e collaboratrici ( tra cui le tre bravissime performer), è notevole, alzando l’asticella al massimo godimento  possibile! Glenn Strange, Bozzo Wolf, Freddy Delirio, AlDeNoble, sono molto di più che dei semplici musicisti, sono perfezionisti, che oltre ad eccellere nei rispettivi strumenti, curano maniacalmente ogni aspetto tecnico, non lasciando nulla al caso, e chi ha buone orecchie certamente lo avrà percepito domenica. Il solito intro funereo e introspettivo di “Ave Satani”, che   presagisce l’entrata in scena imminente dei nostri, dove Steve Sylvester, come di consueto, esce da una bara e scoppia il delirio, tra fumo, fuochi, e croci! “Peace Of Mind” apre le danze con un tuffo nel passato, seguite a ruota dalle storiche “Horrible Eyes” e “Cursed Mama”. “The Crimson Shrine”, ci riporta per un attimo a tempi più recenti, ma “Where Have You Gone?”, le bellissime “Scarlet Woman” e “Baron Samedi”, tratte da quel capolavoro che risponde al nome di  “Do What Thou Wilt”, ci riportano in quel passato a cui inevitabilmente ogni fan dei Death SS è visceralmente legato. La scaletta proposta questa sera all’Agglutination è sostanzialmente la stessa di Trezzo dello scorso anno, con il taglio di “Family Vault”, e ahimè, quello forzato per motivi di orario, di “Let The Sabbath Begin” e di “Inquisitor”. La magia che sprigiona “Terror” live è sempre qualcosa di indescrivibile, un pezzo che sembra sospeso nel tempo, stasera impreziosita dall’assolo devastante di un Aldo DeNoble in formato stellare, in cui ha letteralmente eccelso, senza mezzi termini. Steve ha cantato con la solita e consueta padronanza dei propri mezzi, ma anche la sua prestazione è stata sopra le righe, come non mi capitava di sentire da tempo. Glenn Strange e Bozzo Wolf in sezione ritmica hanno martellato come non ci fosse un domani, e di Freddy Delirio alle tastiere, che dire? Semplicemente Geniale! “Panic” ha sempre il potere di agitarmi e scombussolare la mia mente così come “Hi-Tech Jesus”, estratti di quel capolavoro del 2000, intitolato “Panic”. La nuova ed esclusiva “Rock’N’Roll Armageddon”, proposta per la prima volta live in questa occasione, ha convinto ancor più che in video, candidata a diventare una nuova potenziale hit, lascia presagire l’ennesimo capolavoro per quanto riguarda il nuovo disco, in imminente uscita, da cui trae lo stesso nome di questo singolo. Nel finale si torna a ritroso nel tempo, dove non può mancare la mitica “Vampire, in cui si distingue tutta la classe innata della Sacerdotessa Nera Dalilha, una diavolessa performer di raro talento, che sa’ intrattenere i suoi discepoli a dovere e anche a punirli, qualora lo meritaSSero! Con “Heavy Demons”, e la “Comunione Magica” di fine rito, si chiude nel modo più classico e consono lo show perfetto e senza macchie dei Death SS, Signori assoluti dell’Horror Metal. Ma lasciatemelo dire da fan ora, i Signori aSSoluti del Metal Mondiale! E per stare a tema “Rock’n’Roll Armageddon”, in conclusione recitiamo tutti in solenne preghiera…(In) Death (Of) SS ”FOREVER”!

Un sentito grazie a Gerardo Cafaro, e a tutta l’organizzazione dell’Agglutination per avere reso possibile tutto questo oggi. Al prossimo anno!

foto: Rose Profeta


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