Live Report: Saxon – L’aquila d’acciaio conquista il Live Club

Written by on October 9, 2018

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Saxon + Raven + FM
live @ Live Music Club, Milano
– Venerdi 5 Ottobre 2018 –

Live Report by Alessandro Masetto

Gallerie fotografiche a cura di Matteo Musazzi

Si ringrazia: Eagle BookingVertigoShining ProductionLive Music Club

 

I britannici Saxon sono una vera e propria leggenda del Metal per un vero true Metal defender che si rispetti, e rappresentano da sempre un appuntamento irrinunciabile, anche per chi, come il sottoscritto, ha perso il conto delle volte in cui ha visto in azione Biff & Co. Personalmente sono da sempre visceralmente legato a questa band, in quanto furono il mio primo vero concerto metal da adolescente, quando nel lontano 1988, li vidi per la prima volta col “Destiny” tour quasi sotto casa, e reduci da un’ottimo successo commerciale e da un periodo di grande visibilità, anche grazie all’apparizione Sanremese dell’epoca come ospiti stranieri. Se poi oltre a loro il bill, come quello in programma stasera al Live Club di Trezzo, si completa con altre due icone Inglesi come i Raven e gli FM (inseriti al posto dei dimissionari Y&T), direi che le premesse per un concerto coi fiocchi ci sono tutte! La nutrita partecipazione di pubblico, accorso in gran massa per l’occasione (da decretarne quasi un soldout!), è la chiara risposta di quanto siano amati in Italia e dai fans italiani i Saxon, che ci ripagheranno a loro volta, con un concerto strepitoso, da ricordare molto a lungo!

 

RAVEN

Alle 19.30 spaccate, in preciso orario svizzero, calano le luci del Live Club, e sul palco i fratelli di Newcastle, John e Mark Gallagher, meglio conosciuti come Raven (storici pionieri della NWOBHM), sono pronti per scaldarci e ad infiammarci con il loro Metal adrenalinico e ossessivo, suonato da sempre in pieno old school style, senza compromessi! Nonostante l’orario e il giorno feriale, sono già in molti sotto il palco pronti a godersi lo show dei “tre ragazzacci”, capaci di dimenarsi, saltare, urlare, e intrattenere con una verve ed energia pazzesca, da fare invidia a un ventenne, correndo continuamente su e giù per il palco, scambiandosi di posizione continuamente, intrattenendo e interagendo con il pubblico che li acclamava e urlava RAVEN, RAVEN a gran voce alla fine di ogni brano. Peccato per la collocazione completamente errata in apertura di serata, che ha inevitabilmente condizionato molto la durata della loro esibizione come tempistica (mezz’ora scarsa a disposizione), dove   hanno potuto proporre solamente 6 brani, di una scaletta in cui sono state inserite 5 super classiche hit e un pezzo nuovo di zecca, che presumibilmente farà parte del nuovo disco in uscita prossimamente. Si parte forte e con l’acceleratore pigiato, con un trittico da infarto “Destroy All Monsters”, ”Hell Patrol” e “All For One”, per poi passare alla nuova “Top Of The Mountain”, concludendo alla grande con “On And On”, estratto di “Stay Hard”, che ci ha fatto cantare tutti, contagiati dal carisma e dalla simpatia  di John Gallagher che con le sue smorfie e deformazioni facciali è da sempre il “personaggio” e la vera attrazione spettacolare dei Raven. Da segnalare l’ottima prova del nuovo drummer Mike Heller, che sembra essersi integrato perfettamente nella band. Immensi!

Setlist:

  1. Destroy All Monsters
  2. Hell Patrol
  3. All for One
  4. Hung, Drawn & Quartered
  5. Top of the Mountain
  6. On and On

RAVEN lineup:

  • John Gallagher – Bass, Vocals
  • Mark Gallagher – Guitars
  • Mike Heller – Drums

foto: Matteo Musazzi

FM

Con gli FM si cambia decisamente sound e genere, passando dalla primordiale e grezza NWOBHM dei Raven, all’Hard/A.O.R molto soft e “commerciale” degli FM. Non amo particolarmente questo genere troppo patinato, e gli FM nello specifico non li ho mai seguiti, sono sincero, ma al di la dell’indubbia classe e qualità tecnico-stilistica che hanno messo in mostra stasera sul palco del Live Club, in questo contesto ci entravano come la nutella nell’amatriciana (per usare un’eufemismo). Già la scelta di inserirli al posto del forfait improvviso dei Y&T (causa problemi  di salute di Dave Meniketti), ha fatto storcere il naso (e non poco) ai più, ma proporli dopo i Raven, è stata  quantomai sconsiderata e fuori luogo come scelta, perché hanno interrotto clamorosamente l’adrenalina accumulata con il  precedente show dei Raven, rilassando troppo il pubblico, che per questa occasione era sicuramente rappresentato per la maggior parte, dal lato più duro e classico del Metal, che ha preferito in buona parte disertare,  rifocillarsi al bar con una birra fresca e con un caldo panino, in attesa dei Saxon. Ma concentriamoci ora sul concerto degli FM. Prestazione maiuscola, pulita, tecnicamente perfetta, in cui sono spiccate le qualità del tastierista Philip Manchester, del vocalist/chitarrista Steve Overland e del chitarrista solista Jim Kirkpatrick. Nove brani in totale, in cui si sono distinti l’eleganza musicale (look compreso) e la classe degli interpreti, in cui mi hanno colpito particolarmente l’iniziale “Black Magic”, la centrale “That Girl”, e la conclusiva “killed By Love”, cantata con trasporto e passione unica dal leader Steve Overland. Una piacevole scoperta gli FM. Non a tema oggi, e fuori contesto sicuramente, ma indubbiamente validissimi musicisti e prestazione che complessivamente mi sento di promuovere a pieni voti. Chapeau!

 Setlist:

  1. Black Magic
  2. I Belong to the Night
  3. Life Is A Highway
  4. That Girl
  5. All or Nothing
  6. Wildside
  7. Bad Luck
  8. Tough It Out
  9. Killed by Love

FM lineup:

  • Steve Overland – Vocals, Guitars
  • Merv Goldsworthy – Bass
  • Pete Jupp – Drums
  • Philip Manchester – Keyboards
  • Jim Kirkpatrick – Guitars

 

foto: Matteo Musazzi

SAXON

I Saxon sono da sempre tra i miei gruppi HM preferiti, e dopo la prestazione a dir poco perfetta di stasera, credo lo saranno per sempre! Il Live Club (il miglior locale in Italia a livello di acustica attualmente per concerti HM), si va intanto via via riempendo sempre di più, dove diventa davvero difficile trovare un angolino vuoto, con gente stipata perfino sulle scale che portano al piano / bar / ristorante superiore. Seguo i britannici sin da ragazzino, possiedo ogni loro album singolo (live e raccolte comprese), e visti la prima volta nel lontano 1988 con il “Destiny” tour, e da lì non li ho più mollati! Quello che più sorprende dei Saxon è che invecchiando invece di dare segni di cedimento e di stanchezza, come sarebbe nella logica dei “comuni mortali”, migliorano come il buon vino stagionato, aumentando l’intensità del loro spettacolo e pure la tempistica, che ha sfiorato le 2 ore (compresi intro e i brevissimi intermezzi). Biff Byford credo che appartenga a quella categoria dei cosiddetti “highlander”, un vero e proprio uomo immortale, da tanta carica esplosiva e fisica riesce emanare, tenuta ed estensione vocale che non si discosta di un millimetro da quella del 1979, anno di pubblicazione del loro primo omonimo disco “Saxon”. L’intro di “Olympus Rising” non lascia neppure il tempo di realizzare che il loro concerto sta per iniziare, che le aquile inglesi iniziano a martellarci i timpani a suon di cannonate con la nuovissima “Thunderbolt” e “Sacrifice”, che non ritengo inferiori ai loro brani più celebri e rappresentativi del passato. La nuova di zecca “Nosferatu”, eseguita subito dopo, spezza un po’ il ritmo tambureggiante iniziale, portandoci verso lidi più introspettivi e meno usuali ai Saxon. Ma non c’è tempo per rilassarsi troppo stasera, la mitica e sempreverde “Motorcycle Man”, fa saltare e cantare tutti, un vero manifesto del metallaro anni 80, di cui orgogliosamente si deve sentire rappresentato! ”Strong Arm The Law”, “Power And The Glory”, ”Solid Ball Of Rock”, sono dei classici intramontabili e sempre vincenti, in cui Biff, Paul, Nigel, Nibbs e Doug giocano facile, con quei riff così avvincenti e ammalianti, capaci di unire più generazioni, come tanti padri, figli e nipoti presenti in sala, in un headbaging di delirio generale. Senza retorica di circostanza, ho personalmente sempre sofferto molto l’abbandono delle asce storiche Graham Oliver e Steve Dowson, sia per un discorso affettivo che tecnico, ma nel tempo sono riuscito davvero ad apprezzare i Saxon sia live che in studio, anche senza il loro storico apporto. ”Secret  Of Flight”, proposta per la prima volta in scaletta, (estratto dell’ultimo “Thunderbolt”), convince alla grande, e “Dallas 1 PM”, ci riporta subito a ritroso nel tempo con grande gioia, giusto preludio di “The Played Rock’n’roll “, omaggio dei Saxon al mai dimenticato e compianto amico Lemmy Kilmister, leader dei Motorhead), che fa scendere qualche lacrimuccia sul viso anche al più oltranzista dei true metaller presenti. La classe non è acqua, e in questo senso i Saxon sono dei veri Signori sia sul palco, che fuori, dove non sono mai mancate strette di mano con i fans vicino la transenna, applausi continui e ringraziamenti con l’umiltà consona solo alla gente “d’altri tempi”. La scaletta molto lunga (ben 22 brani), è sapientemente calibrata tra passato e produzioni più attuali, in cui trovano spazio tanto “Battering Ram”, “Crusader” e “Princess Of The Night”. Si prosegue con un vecchio “cavallo di battaglia”, quale ”747 (Stranger In The Night)”, seguita a ruota da un’interpretazione magistrale e roboante di “The Eagle Has Landed”, dove traspare evidentemente l’esperienza quarantennale alle sei corde di Paul Quinn nell’assolo infinito e ammaliante del pezzo in questione. Finita qua? Ma neanche per sogno! I Saxon sono una macchina da guerra, si stanno divertendo come matti e noi più di loro, e allora c’è ancora tempo per bombardarci con un’ultimo trittico storico conclusivo da infarto. “Heavy Metal Thunder“, “Wheels Of Steel”, “Denim and Leather”! Non ho letteralmente più aggettivi per descrivere i Saxon e la prestazione di stasera, che definirla impeccabile appare sin troppo riduttivo. Con i Judas Priest e gli Iron Maiden, sono la Storia dell’HM mondiale di tutti i tempi, e se nel 2018, sono ancora in grado di sfoderare prestazioni come questa, con un Biff vicino alla settantina (avete letto bene), la vedo davvero dura e improbabile trovare dei degni “sostituti” futuri. Forse la clonazione di Biff sarebbe la scelta più appropriata da fare per salvaguardare il patrimonio del Metal futuro. Nel frattempo continuiamo a goderceli così, in piena salute, sapendo bene che i duri e puri come l’acciaio, sono sempre duri anche a morire, e i SAXON (fortunatamente), rientrano in questa categoria!!! IMMORTALI!!!

Setlist:

  1. Intro: Olympus Rising
  2. Thunderbolt
  3. Sacrifice
  4. Nosferatu (The Vampires Waltz)
  5. Motorcycle Man
  6. Predator
  7. Strong Arm of the Law
  8. Battering Ram
  9. Power and the Glory
  10. Solid Ball of Rock
  11. The Secret of Flight
  12. Dallas 1 PM
  13. They Played Rock and Roll
  14. And the Bands Played On
  15. 747 (Strangers in the Night)
  16. Sons of Odin
  17. Crusader
  18. Princess of the Night
  19. The Eagle Has Landed
  20. Heavy Metal Thunder
  21. Wheels of Steel
  22. Denim and Leather

SAXON lineup:

  • Biff Byford – Vocals
  • Nibbs Carter – Bass
  • Nigel Glockler – Drums
  • Paul Quinn – Guitars
  • Doug Scarratt – Guitars

foto: Matteo Musazzi


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