Alex Beyrodt – 20 anni di Primal Fear

Written by on October 12, 2018

Share on

PRIMAL FEAR: INTERVISTA ESCLUSIVA AD ALEX BEYRODT

 

E’ sempre un piacere poter parlare con un musicista che ha dato tanto alla storia della musica, in questo caso al genere del Power Metal. Dj Mike, in questa occasione, ha intervistato Alex Beyrodt, chitarrista dei Primal Fear. Ecco cosa ha detto ai nostri microfoni. Il podcast dell’intervista può essere ascoltato QUI!!! QUI

 

Ciao, ascoltatori di Metal Maximum Radio! Qui DJ Mike, e sono con Alex dei Primal Fear! Ciao Alex, come stai?

ALEX – Ciao patatone! (in italiano, n.d.r.) (ride, n.d.r.) Tutto bene, grazie!

Abbiamo un po’ di minuti di tempo e ho delle domande per te. Ecco la prima.

20 anni di Primal Fear: è un grande obiettivo. Avete iniziato 20 anni fa con la Nuclear Blast. Com’è stato l’inizio, e qual è stato il vostro modo di vivere il vostro sogno?

ALEX – I Primal Fear hanno iniziato nel 1989 se non mi sbaglio, e io sono entrato nella band nel 1999 come membro live. All’epoca eravamo con la Nuclear Blast. Il primo album è entrato nelle classifiche in Germania ed è stato un grande successo. In tutti questi anni la band ha avuto alti e bassi, come in un matrimonio, è normale, ma rimanere 20 anni in questo lavoro dimostra la costanza della band, ma anche l’amicizia. Abbiamo cambiato stile un po’, ora scriviamo canzoni più complesse di cui siamo orgogliosi, ci sono anche pezzi epici, ma siamo ancora qui, facciamo tour in tutto il mondo, e penso che questo sia un buon segno, significa che la gente ancora ci apprezza e compra i nostri album. Ora siamo di nuovo con la Nuclear, ed il cerchio si è chiuso, siamo tornati agli inizi. Forse sarà per altri vent’anni (ride, n.d.r.), no, non credo… ma è un’ottima cosa.

È un grande sogno che si è realizzato!

ALEX – Oh sì, voglio dire, se suoni in una band che fa tour in tutto il mondo e ha l’opportunità di fare tutto ciò, è una cosa speciale! Ci sono molti musicisti lì fuori che sognano una vita così, e noi abbiamo avuto la possibilità di realizzarla, e questa è una benedizione.

Nel 2008 siete passati alla Frontiers Records, se non ricordo male. Ora siete tornati con la Nuclear Blast qualche settimane fa. Per quanto riguarda quest’ultimo album, “Apocalypse”, è fantastico, sicuramente uno dei tre migliori dei Primal Fear. Un ottimo lavoro! Ed è uscito per Frontiers Records. Com’è stato ricevuto dalla stampa e dai fan?

ALEX – Alla grande! Se dai un’occhiata alle classifiche, si tratta dell’album di maggior successo dei Primal Fear. Abbiamo raggiunto la posizione n. 10 in Germania, la 7 mi pare in Svizzera, siamo in classifica anche in Finlandia, non riesco a ricordarle tutte, sono così tante. Siamo entrati anche nella Billboard in America, che, per una band tedesca, è una cosa veramente speciale. Penso che lasciare un’etichetta con il tuo album di maggiore successo è una bella cosa, un bel regalo.

Com’è nato quest’album, per quanto riguarda la musica e i testi?

ALEX – Fondamentalmente è sempre lo stesso processo. Si scrive in continuazione, si fanno raccolte di riff sull’iPhone o sullo smartphone, poi inizi a lavorarci, le suoni a Mat (Sinner, basso e voce, n.d.r.) o a Ralf (Scheepers, voce, n.d.r.). Noi Primal Fear siamo fortunati perché non abbiamo un solo songwriter, ne abbiamo cinque. Abbiamo Mat, Ralf, Tom (Naumann, chitarrista n.d.r.), Magnus (Karlsson, chitarrista, n.d.r.) e me. L’unico a non scrivere è Francesco (Jovino, n.d.r.), il batterista, ma tutti gli altri sono ottimi compositori, e questo è un grande aiuto, è un lusso. Quando scriviamo un nuovo album, ci inviamo idee avanti e indietro, ci lavoriamo, cambiamo questo e quell’altro, è sempre la stessa cosa, molto semplice e molto divertente.

Ascoltando l’album “Apocalypse”, credo che ci siano molte emozioni dentro. Giusto? Ogni canzone ha un’emozione particolare.

ALEX – La musica ha sempre a che fare con le emozioni. Quando suono un assolo di chitarra, cerco sempre di toccare qualcuno nel cuore con le note e con il suono. È molto importante per me mettere questi sentimenti anche in canzoni heavy metal. I pezzi heavy metal tendono ad essere molto tecnici, veloci e difficili, e a volte mi manca il sentimento nella musica. Ma quello che provo a fare, personalmente, è metterci emozione. Questa è una cosa che curiamo molto nei Primal Fear. Cerchiamo anche di inserire dinamiche nel pezzo, non siamo sempre a tutta velocità, ma andiamo su e giù nei pezzi, penso sia molto importante, e da musicista è molto più divertente.

Amo il power metal, è il mio genere preferito, ma la mia canzone preferita da “Apocalypse” è “Supernova”, è un capolavoro incredibile!

ALEX – Sì, è davvero un capolavoro.

Cosa ci puoi dire di questa canzone?

ALEX – I Primal Fear hanno sempre una canzone epica con molte dinamiche in ogni album. Ogni tanto succede di avere quest’idea grande ed incredibile, e ci lavori, e migliora sempre più, e poi senti che sarà qualcosa di speciale. Non sai perché succede, ma succede, forse qualcuno dall’alto di bacia. Ed ecco quello che è successo con “Supernova”. C’è un altro pezzo epico nell’album, “Eye Of The Storm”.

Infatti credo ci siano delle emozioni simili in “Supernova” e in “Eye Of The Storm”.

ALEX – Sì, vero!

Per quanto riguarda la tua personale carriera, quando hai iniziato a suonare il tuo strumento e perché?

ALEX – Penso che avevo 12 o 13 anni quando ho iniziato, ho cominciato con una chitarra acustica perché mio cugino la stava suonando, l’ho vista, mi è piaciuta e l’ho provata, ma non ne ero pienamente soddisfatto. Poi un giorno ho visto uno show in TV e c’era un chitarrista in vestiti neri che suonava una Fender Stratocaster bianca, e ho detto a mia mamma: “Mamma, guarda, sta suonando su una sola corda. Posso farlo anche io, voglio una chitarra così, non voglio l’acustica, voglio l’elettrica!” Ecco come è iniziata. Poi ho comprato la mia prima chitarra, me la sono pagata da solo. Da quel giorno la vita mi è cambiata, dal primissimo momento in cui ho suonato la mia chitarra in una radio a tubo – non avevo un amplificatore – e ho suonato “Smoke On The Water” per la prima volta… lì ho capito che era quello che volevo fare nella mia vita. E 20 anni dopo ho suonato “Smoke On The Water” con Ian Gillan, e lo farò di nuovo l’anno prossimo. È una cosa molto speciale per me.

Tornando a parlare del nuovo album, c’è in “Apocalypse” un messaggio che volete inviare ai vostri ascoltatori e fan?

ALEX – Io non ho scritto i testi, se ne occupano Ralf e Mat. Ma il titolo “Apocalypse” è un comunicato politico in qualche modo. I tempi oggi sono molto difficili e pericolosi. La situazione politica del pianeta Terra è molto fragile, e questo è il mio comunicato personale: fai attenzione a chi voti, altrimenti avremo l’apocalisse! (ride, n.d.r.)

Per quanto riguarda la copertina, è molto apocalittica! E molto bella. Chi l’ha disegnata?

ALEX – Onestamente non lo so. Mi dispiace! So solo che mi piace ed è figa sulle magliette. (ride, n.d.r.)

Non fa niente, tranquillo! È comunque una delle mie preferite.

Com’è stato tornare alla Nuclear Blast?

ALEX – L’etichetta ha appena rilasciato il nostro nuovo singolo, “Crucify Me”, e non vedo l’ora di lavorare in futuro con loro. Nuclear Blast è la più grande etichetta metal nel mondo, quella di più successo, è molto potente, e questa è una grande combo.

Avete iniziato il vostro tour venerdì scorso. Come sta andando? Quali sono le vostre aspettative?

ALEX – Anche qui è una grande combo, con i Riot V, una grande band, e gli Existance, una band relativamente recente, ma con grandi pezzi, sono molto giovani e hanno molta energia. Condividiamo il bus con i Riot V, ci divertiamo molto, parliamo di politica di notte, beviamo e parliamo di Donald Trump (ride, n.d.r.), è una figata. Voglio dire, siamo ormai musicisti con molta esperienza, sappiamo come comportarci, cosa fare, cosa non fare. È molto divertente! Certo, stare cinque settimane in tour è devastante, non è per ragazze, è per uomini.

Non lo so di persona perché non sono mai stato in tour, ma posso immaginare!

ALEX – Non si dorme molto, non si mangia bene, si beve troppo e troppa roba cattiva, devi prenderti cura di te stesso e conoscere i tuoi limiti.

E per quanto riguarda il vostro rapporto con i fan, com’è? E preferisci i social media o il rapporto faccia a faccia?

ALEX – Preferisco di gran lunga il rapporto faccia a faccia. I social media sono una cosa importante e bisogna usarli, ma non puoi esserci sempre e non puoi rispondere a tutti, altrimenti non avresti il tempo di fare nient’altro. Ecco perché preferisco un rapporto faccia a faccia. E Facebook e i social media possono essere pericolosi, devi fare attenzione a cosa ci fai. Il rapporto faccia a faccia è molto meglio, abbiamo sempre il meet and greet prima degli show, parliamo con i fan, ci facciamo le foto, e mi piace molto.

Rappresenti il rocker che mi piace! Grazie mille Alex per essere stato con noi! Ti aspetto sotto il palco

ALEX – È stato un piacere! Alla prossima!


 Ringraziamo Ivan Spurio Venarucci per la trascrizione

 Potete ascoltare l’intervista completa QUI!!! QUI


Share on

Current track
Title
Artist