INFERNAL FORCES 2018 – IL VARCO DEGLI INFERI SI È APERTO

Written by on November 3, 2018

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INFERNAL FORCES

27-10-2018 Live Music Club – Trezzo Sull’Adda (MI)

Live Report a cura di Giacomo Cerutti

Si ringrazia: Eagle BookingMetalitalia.comLive Music Club

Il METALITALIA.COM FESTIVAL e il ROCK HARD FESTIVAL da anni a questa parte sono diventati appuntamenti obbligatori per gli amanti del metal, oggi sempre al Live Music Club di Trezzo sull’Adda si aggiunge un altro “fratello”, diamo il benvenuto alla prima edizione dell’INFERNAL FORCES FESTIVAL, sempre forgiato dall’unione delle forze di Metalitalia e i consolidati partner Eagle Booking Live Promotion. Dal nome del festival deriva la tipologia del bill proposto che è ancora più estremo, infatti le band di punta sono i devastanti KATAKLYSM e HYPOCRISY pronti a demolirci i timpani con il loro death metal, seguiti dai granitici IMPALED NAZARENE ed ENTHRONED che tingeranno di nero lo stage con del macabro black metal che non fa prigionieri, ovviamente in questo mosaico non possono mancare i tasselli italiani, ed ecco la terremotante tripletta formata dai DISTRUZIONE, ANTROPOFAGUS e HOUR OF PENANCE per un ulteriore dosaggio death-thrash, infine come opener i THE SPIRIT che in seguito proseguiranno il tour con Kataklysm e Hypocrisy. Purtroppo oggi il clima non è a favore e la costante pioggia non permette di usufruire dell’ampia zona non fumatori, in compenso nella zona ristoro sotto il tendone denominata “Infernal Pub”, hanno posizionato tavoli e sedie per permettere alla gente di bere e mangiare comodamente, di fronte all’area adibita ai meet’n’greet. Si prospetta una giornata veramente intensa che ci regalerà forti emozioni, che il festival abbia inizio e che le forze infernali siano con voi!!!

THE SPIRIT

Quando aprono le porte degli inferi il pubblico è piuttosto esiguo, il compito di aprire il festival spetta ai sopra citati THE SPIRIT, band emergente nata nel 2015 forte della pubblicazione del debut album “Sounds From The Vortex” nel 2017. Aprendo con la title track strumentale seguita da “Cosmic Fear”, spezzano il silenzio con un impatto sonoro violento di stampo black-death, dettato dalle ritmiche di MT e AK, amalgamate da AT al basso e battezzate dai duri colpi di piatti e pelli da parte di MS. Col procedere dell’esibizione i pezzi presentano parti più cadenzate tendenti al doom, che spezzano la pesantezza del sound ma sempre mantenuto vivo dal growl di MT, I presenti apprezzano dimostrandosi più calorosi della band stessa che pecca di interazione, il fattore emotivo può avere la meglio specialmente in apertura ad un festival, ma a maggior ragione una band alle prime armi dovrebbe giocare al meglio le sue carte dando il giusto peso alla presenza scenica, non è sufficiente basarsi su una buona proposta musicale. Con “The Great Mortality” I quattro tedeschi concludono una timida performance che tutto sommato ha riscosso un discreto successo.

SetList:

  1. Sounds From The Vortex
  2. Cosmic Fear
  3. Clouds Of Damnation
  4. Cross The Bridge To Eternity
  5. Illuminate The Night Sky
  6. The Great Mortality

THE SPIRIT LineUp:

  • MT – Vocals/Guitars
  • AK – Guitars
  • AT – Bass
  • MS – Drums

DISTRUZIONE

A darci la prima vera mazzata sui denti ci pensa la prima band nostrana della giornata, direttamente da Parma entrano in scena i DISTRUZIONE accolti calorosamente dal pubblico già più numeroso, tra cui una schiera agguerrita di fans piazzati in transenna armati di bandiera tricolore. Senza indugi i nostri esordiscono con “Uomini Contro Uomini” tratta dal nuovo EP “Inumana” uscito a Marzo, iniettando nelle vene dei presenti una dose di puro death metal. La loro immane potenza dilaga rapidamente nel locale tanto che un piccolo gruppetto scatena il primo pogo, il caposaldo Devid Roncai e soci sono in grandissima forma e tengono il palco con molta tenacia, Massimiliano e Michele lanciano in continuazione badilate di riff e assoli, Dimitri fa rimbombare negli stomaci possenti linee di basso, mentre Manu alla batteria si dimostra un’implacabile schiacciasassi e non ci si poteva aspettare diversamente dato che milita nei Bulldozer, Devid è come sempre un frontman dinamico, di grande carisma e forza di coinvolgimento, tiene in pugno i presenti strozzandoli con un growl profondo e gutturale. Sulla scena dal 1990 i Parmensi non conoscono ostacoli, bruciano rapidamente il repertorio eseguendo cavalli di battaglia come “Ossessioni Funebri”, “Lo Scultore” e “Cornice De’ Superbi”, infine con “Nel Tuo Nome” concludono una performance cruda e violenta esaltando tutti i presenti, guadagnandosi pienamente applausi, urla e cori d’incitamento, con tanto di lancio di bandiera che il buon Devid innalza con orgoglio, “Distruzione”… un nome una garanzia!

SetList:

  1. Uomini Contro Uomini
  2. Stultifera Navis
  3. Cornice De’ Superbi
  4. Ossessioni Funebri
  5. Lo Scultore
  6. La Torre Della Muda
  7. Senza Futuro
  8. Nel Tuo Nome

DISTRUZIONE LineUp:

  • Devid Roncai – Vocals
  • Massimiliano Falleri – Guitars
  • Michele Chiari – Guitars
  • Dimitri Corradini – Bass
  • Manu – Drums

ANTROPOFAGUS

Giochiamo ancora in casa dando il benvenuto agli ANTROPOFAGUS fondati a Genova nel 1997, le luci si spengono e parte l’intro “Whirlwind Of Initiation”, mentre prendono posizione l’atmosfera si scalda e i nostri partono in quarta con “Spawn Of Chaos” seguita da altri due pezzi del terzo lavoro “M.O.R.T.E. – Methods Of Resurrection Through Evisceration” uscito l’anno scorso. Il muro di suono eretto è impressionante, costruito mattone dopo mattone grazie ai massicci riff da parte di Francesco, cementificati dalle corpose linee di basso ad opera di Jacopo, il tutto sorretto dalle fondamenta costituite dalle martellanti parti di batteria del portentoso Davide. Insomma abbiamo a che fare con dei veri e propri muratori del death metal, a cui si aggiunge la parte brutal conferita dal nuovo vocalist Paolo Chiti il cui viscerale growl e il vorticoso headbanging, ricordano quelli del maestro George “Corpsegrinder” Fisher dei Cannibal Corpse. Nonostante i vari cambi di line-up tra i membri c’è molta sinergia, inoltre l’aver partecipato a molti festival in Italia e all’estero gli permette di tenere testa al pubblico con grande sicurezza, in particolare il nuovo frontman che avendo militato in altre band si dimostra molto ben rodato. Il pubblico risponde con entusiasmo sia ai pezzi nuovi sia dei lavori precedenti come “Thick Putrefaction Stink” e “Demise Of Carnal Principle”, infine dopo “Deception Of The Blood” concludono con omaggiando i Malevolent Creation suonando “Living In Fear”. I genovesi con la loro brutale violenza hanno decisamente alzato il calibro del concerto, facendosi onore e riscuotendo buon successo dal pubblico che pian piano aumenta senza far mai mancare il giusto supporto.

SetList:

  1. Intro – Whirlwind Of Initiation
  2. Spawn Of Chaos
  3. Chants For Abyzou
  4. Praise To A Hecatomb
  5. Architecture Of Lust
  6. Loving You In Decay
  7. Thick Putrefaction Stink
  8. Demise Of Carnal Principle
  9. Deception Of The Blood
  10. Living In Fear (Malevolent Creation cover)

ANTROPOFAGUS LineUp:

  • Paolo Chiti – Vocals
  • Francesco Montesanti – Guitars
  • Jacopo Rossi – Bass
  • Davide “Brutal Dave” Billia – Drums

HOUR OF PENANCE

La tripletta italiana finisce con gli HOUR OF PENANCE, che prendono possesso del palco aggredendo con “Paradogma”, dimostrando sin dalle prime note di che inossidabile corazza sono fatti. Si prosegue sul binario filone brutal death dove i nostri viaggiano a velocità disumana scaraventando sui presenti un’onda sismica dettata dai riff propagati dalle sei corde roventi dell’accoppiata Paolo e Giulio, parallelamente alle detonanti note di Marco al basso, una nota di merito va assolutamente al batterista Davide Billia che oggi fa il doppio turno, infatti dopo aver sostenuto l’esibizione con i fratelli Antropofagus già di per sé stancante, ora ingrana la quinta e oltre sul doppio pedale pestando su piatti e pelli con dirompente potenza e precisione. A differenza dei loro predecessori mescolano sapientemente al sound una componente technical matura e ben studiata, difatti ogni pezzo detiene una minuziosa struttura senza lasciare niente al caso, inoltre Paolo si rivela un ottimo vocalist che conferisce ulteriore spessore grazie al suo growl graffiante. Sulla breccia dal 1999 la formazione romana ha subito vari cambi di line up, ciò non sembra affatto averli indeboliti anzi proseguono diretti senza la minima sbavatura, in effetti l’interazione non è il loro forte ma ai presenti non interessa e partecipano attivamente ripagando ogni pezzo con copiosi applausi. Dall’ultimo settimo disco “Cast The First Stone” uscito l’anno scorso, eseguono solo un paio di pezzi facendo poi esplodere mine vaganti del passato come “Absence Of Truth”, “Incestuous Dynasty Of Worms” e altri sino alla conclusiva title track “Cast The First Stone”, chiudendo un set infuocato messo a punto dai nostri martelli pneumatici che hanno cominciato a far tremare le pareti del Live Club, tenendo alto l’orgoglio del metallo made in Italy.

SetList:

  1. Paradogma
  2. Sedition Through Scorn
  3. Absence Of Truth
  4. Ascension
  5. Incestuous Dynasty Of Worms
  6. XII Century Imperial Crusade
  7. The Agony
  8. Reforging The Crowns
  9. Misconception
  10. Cast The First Stone

HOUR OF PENANCE LineUp:

  • Paolo Pieri – Vocals/Guitars
  • Giulio Moschini – Guitars/Backing Vocals
  • Marco Mastrobuono – Bass
  • Davide “the Bomber” Billia – Drums

ENTHRONED

Dopo aver apprezzato le massicce performance della sezione tricolore, procediamo con i grandi ospiti internazionali cominciando con gli ENTHRONED, direttamente da Bruxelles armati di strumenti e tipico face paiting, durante l’intro prendono posizione suscitando gran clamore dal pubblico sempre piu gremito, attaccando con “Of Shrines and Sovereigns” seguita da “Baal al-Maut” tratte dall’ultimo disco “Sovereigns” risalente al 2014. Le pareti del locale vengono tinteggiate da un lugubre Black metal, scaturito dagli agghiaccianti riff che Neraath e Shāgāl sparano a raffica con l’aggiunta di pochi ma sferzanti assoli, affiancati dalle taglienti note di Norgaath al basso, il tutto sostenuto dalle ritmiche serrate di Menthor, un uomo-metronomo la cui potenza e precisione spiazza l’intero audience. Dalla nascita nel 1993 la formazione è molto rimaneggiata, ciò nonostante la loro coesione e tenuta di palco è encomiabile, non fredda e meccanica come ci si dovrebbe aspettare da un band black, ma senza dubbio le redini sono strettamente tenute dal pilastro portante Nornagest, storico frontman che spiazza timpani grazie al malefico growl, oltre ad una presenza dinamica e gli incitamenti blasfemi che fomentano il pubblico. Col procedere dello show il magnitudo aumenta sempre più, grazie al vario repertorio proposto compreso dell’inclusione di un inedito, infine con “Rion Riorrim” il gruppo belga termina una performance assetata di sangue che non ha dato respiro dall’inizio alla fine, raccogliendo meritati applausi e incitamenti possono degnamente congedarsi cedendo il palco alla band successiva.

SetList:

  1. Intro
  2. Of Shrines and Sovereigns
  3. Baal al-Maut
  4. Through the Cortex
  5. Ha Shaitan
  6. Behemiron
  7. Nonvs Sacramentum – Obsidium
  8. Deviant Nerve Angelus
  9. The Burning Dawn
  10. Tellvm Scorpionis
  11. Of Feathers and Flames
  12. Rion Riorrim

ENTHRONED LineUp:

  • Nornagest – Vocals
  • Neraath – Lead guitars/Vocals
  • Shāgāl – Guitar
  • Norgaath – Bass
  • Menthor – Drums

IMPALED NAZARENE

Rimanendo in ambito black, ora il pubblico è ruggente al punto giusto per acclamare i famigerati IMPALED NAZARENE, che per la speciale occasione riproporranno interamente “Suomi Finland Perkele”, una vera bomba atomica sganciata nel 1994 quasi venticinque anni fa. Preceduti dall’intro, entrano in scena e senza troppi complimenti aggrediscono con “Vitutuksen Multihuipennus”, mandando in delirio il pubblico che scatena il pogo. I finlandesi capitanati dalla scheggia impazzita Mika, s’impadroniscono rapidamente del locale picchiando come dannati, i brani rotolano uno dopo l’altro come macigni finchè l’intero album investe come una frana l’intera folla. Ma se pensate che sia finita vi sbagliate! Hanno ancora molti colpi in canna e procedono con “The Horny And The Horned”, Jarno e Tomi alle chitarre emettono sfuriate pazzesche, Mikael è il rombo di tuono del basso, Repe è una macchina da guerra che fa esplodere piatti e pelli, ma il mattatore è l’indomabile Mika alcolicamente carburato, di cui ne ha dato prova durante il meet’n’greet salendo sul tavolo e tuffandosi pericolosamente nel vuoto, ma tornando al concerto la sua prestazione vocale è incendiaria, la sua gola piena di vetriolo lo trasforma in un growl lanciafiamme. Nella seconda parte delllo show altri macigni come “Motorpenis”, “The Maggot Crusher” e “Armageddon Death Squad”, si riversano sulla folla mentre il pogo sbatte contro le prime file, nonostante i suoni siano divenuti impastati e Mika comincia a risentire dei fumi dell’alcool, l’esibizione procede alla grande terminando con “Sadhu Satana”. Gli Impaled Nazarene con la loro aggressività intrisa d’alcool, hanno chiuso in bellezza la parentesi black metal del festival segnando profondamente il pubblico, che in corpo ha ancora molta energia e non aspetta altro di acclamare i due co-headliner.

SetList:

  1. Vitutuksen Multihuipennus
  2. Blood Is Thicker Than Water
  3. Steelvagina
  4. Total War – Winter War
  5. Quasb / The Burning
  6. Kuolema Kaikille (Paitsi Meille)
  7. Let’s Fucking Die
  8. Genocide
  9. Ghettoblaster
  10. The Oath Of The Goat
  11. The Horny And The Horned
  12. Tentacles Of The Octagon
  13. Motorpenis
  14. Cogito Ergo Sum
  15. The Maggot Crusher
  16. Penis Et Circes
  17. Armageddon Death Squad
  18. Sadhu Satana

IMPALED NAZARENE LineUp:

  • Mika Luttinen – Vocals
  • Jarno Anttila – Guitar
  • Tomi UG Ullgren – Guitars
  • Mikael “Arkki” Arnkil – Bass
  • Repe Misanthrope – Drums

HYPOCRISY

Metallari amanti dell’estremo siamo sopravvissuti a tutte queste bestiali esibizioni, la forza infernale ha acquistato la potenza di un uragano intrappolando il pubblico del Live club, il quale è in febbricitante attesa per l’arrivo dei mitici HYPOCRISY che da molti anni non calcano i palchi italiani. Accolti con un boato Peter e soci danno il calcio d’inizio con “Fractured Millennium”, travolgendo tutti in una spirale death metal che non lascia scampo, questi mostri sacri sono di poche parole e tanta distruzione. Col procedere dei brani il pubblico va in delirio, contemporaneamente i loro timpani in frantumi grazie alle scariche di dinamite che gli svedesi gettano a volontà, proponendo un alternanza di brani sia pesantissimi sia più cadenzati ma in ogni caso sempre massacranti. Le chitarre di Peter e Tomas forgiano ritmiche incandescenti, seguite dalle rocciose parti di basso emesse da Mikael, il tutto è sormontato dall’imponente batteria del colosso Horgh, ovviamente dall’ex batterista degli Immortal possiamo aspettarci solo terrificanti scosse telluriche, inoltre Peter dalle sue corde vocali di carta vetrata sfodera un growl abrasivo. L’adrenalina sale a mille con cannonate come “Valley Of The Damned”, “Adjusting The Sun” e “Killing Art”, il pogo è sempre più devastante anche durante il medley, di fronte a questa icona del death metal svedese tutte le band precedenti per quanto siano valide devono inchinarsi. Grazie alla complessiva tenuta di palco e il carisma di Mr. Peter il risultato è una perpetua carneficina, che si protrae sino a “Roswell 47” che segna la fine di un’esibizione di enorme portata oltre le aspettative, purtroppo penalizzata dalla durata davvero troppo ridotta a soli cinquanta minuti, ma che sono bastati per aprire ulteriormente la porta degli inferi. Gli Hypocrisy a distanza di anni hanno trionfato ancora sul suolo italico, il pubblico ancora affamato reclama altri pezzi ma amareggiati devono accontentarsi, ricoperti di urla e applausi dal pubblico ormai vasto possono degnamente ritirarsi per aver spianato la strada alla band finale, speriamo di non dover aspettare troppo tempo per rivederli.

SetList:

  1. Fractured Millennium
  2. Valley of the Damned
  3. End of Disclosure
  4. Adjusting the Sun
  5. Eraser
  6. Pleasure of Molestation / Osculum Obscenum / Penetralia (medley)
  7. Fire in the Sky
  8. Killing Art
  9. The Final Chapter
  10. Roswell 47

HYPOCRISY LineUp:

  • Peter Tägtgren – Vocals/Guitar
  • Mikael Hedlund – Bass
  • Horgh – Drums

LIVE MUSICIAN:

  • Tomas Elofsson – Guitar

KATAKLYSM

Finalmente siamo giunti al punto cruciale che chiuderà questo mastodontico festival, tutti pronti e carichi al massimo per l’arrivo dei distruttivi KATAKLYSM forti della pubblicazione dell’appena sfornato “Meditations”. Capitanati dal massiccio Maurizio, si abbattono sulle nostre teste come una ghigliottina sulle note di “Narcissist” sollevando un polverone che annebbia totalmente la folla, dal nuovo disco suonano solo “Outsider” e “…And Then I Saw Blood” per poi attingere dai precedenti lavori ma soffermandosi al periodo più recente. Squadrati e diretti come in una corsa ad ostacoli, Jean-Francois alla chitarra e Stéphane al basso lanciano una continua ritmica di sassate, in passato hanno cambiato molti batteristi ma Olivier militante dal 2014 è una macchina da guerra dal tiro feroce, infine l’impavido Maurizio stringe in una morsa l’audience con un’alternanza di growl-scream. Nonostante la l’efferatezza del loro death metal e l’acuminata tenuta di palco, i canadesi rimangono ancora nell’ombra dei compagni di tour Hypocrisy, più impressa invece è la vena patriottica più volte espressa dal frontman, il quale mostra fieramente la nostra bandiera tatuata sul cuore. Ma non voglio essere frainteso, il quartetto ha comunque dato il massimo per mettere il locale a ferro e fuoco, l’intera esibizione è stata una martellata che il pubblico ha molto apprezzato senza far mai mancare il suo prezioso calore, e, con “At The Edge Of The World” giunge la parola fine all’Infernal Forces, lasciando nel locale e nei nostri timpani un segno indelebile.

In questa prima edizione dell’Infernal Forces tutto è andato alla perfezione, le band hanno dato anima e corpo per celebrare al meglio questo festival del metal estremo, riuscendo pienamente nel loro intento scatenando i presenti placando la loro infernale sete di metallo, auguro a tutte il meglio per il futuro. Ringraziamo Metalitalia, la Eagle Booking Live Promotion e tutto lo staff del Live Club, per l’ennesimo traguardo raggiunto con grande impegno e dedizione, speriamo che abbia lunga vita e diventi un must come il Metalitalia.com Festival e il Rock Hard Festival ormai in pianta stabile. Alla prossima!!!

SetList:

  1. Narcissist
  2. The Black Sheep
  3. Fire
  4. Thy Serpents Tongue
  5. 10 Seconds From the End
  6. Guillotine
  7. As I Slither
  8. Crippled & Broken
  9. Outsider
  10. Manipulator of Souls
  11. In Shadows & Dust
  12. …And Then I Saw Blood
  13. Like Animals
  14. Blood In Heaven
  15. At The Edge Of The World

KATAKLYSM LineUp:

  • Maurizio Iacono – Vocals
  • Jean-Francois Dagenais – Guitar
  • Stéphane Barbe – Bass
  • Olivier Beaudoin – Drums

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