MICHEAL SCHENKER FEST – La grande festa del mitico Mad Axeman

Written by on November 3, 2018

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MICHAEL SCHENKER FEST + ABSOLVA

-Live Club -Trezzo Sull’Adda (Mi)-

Martedì 30 Ottobre 2018

 Live Report a cura di Alessandro Masetto

Si ringrazia: Eagle BookingDragon ProductionsLive Music Club

Che la leadership del Live Club in ambito Metal sia una cosa oramai risaputa da tempo, consolidata, nota e indiscutibile, è un discorso, ma quando si riescono ad organizzare eventi come il Michael Schenker Fest (per un’unica ed esclusiva data italiana), allora bisogna parlare più di impresa vera e propria! Il grandissimo giurar hero tedesco Michael Schenker, pur avendo un passato negli Scorpions (in compagnia del fratello Rudolf), e negli UFO, non è mai riuscito imporsi come un personaggio/leader di prima fascia e trascinatore di folle in Italia, pur annoverando nel tempo sicuramente un buon seguito di cultori, intenditori e appassionati  di sonorità hard rock nel corso della sua ultra trentennale carriera, ma con risultati di vendite molto diverse rispetto ad altri Paesi  Europei, come la Germania stessa (sua terra d’origine), o il Giappone, dove da sempre viene venerato e considerato una specie di icona. Con mia grande e piacevole sorpresa stasera invece, il pubblico ha risposto alla grande a questo appuntamento unico e imperdibile, gremendo il locale in ogni angolo, decretando un risultato di presenze che sono andate ben oltre le mie più rosee e positive aspettative! Ho parlato di occasione unica, ma devo aggiungere pure irripetibile, perché questo evento non è il classico concerto degli MSG, ma il Michael Schenker Fest, ovvero un concentrato e un mix di successi, che ripercorre tutta la sua pluridecorata carriera, dagli esordi con gli Scorpions di Hannover negli anni ’70, fino ai tempi odierni, avvalendosi per l’occasione speciale della collaborazione di tutti i vocalist, che hanno segnato, in epoche diverse, tutte le fasi e le evoluzioni della band. Si alterneranno quindi sul palco del Live Club (a turno), Doogie White, Gary Barden, Graham Bonnet e Robin McAuley, sia singolarmente che assieme in alcuni momenti specifici dello show, come sui pezzi di “Resurrection”, (l’ultimo studio album di Schenker), che prevede la partecipazione di tutti questi cantanti  sopraelencati . In apertura sono stati scelti gli Absolva, emergente band britannica, fautrice di un hard’n’heavy classico, che ci sono apparsi all’altezza della situazione e adeguati come supporto per un concerto di questa caratura. La grande professionalità e puntualità impeccabile degli organizzatori ha fatto poi il resto, decretandone di fatto il successo finale, che ha soddisfatto tutti indistintamente, pubblico e artisti! Ma ora andiamo ad analizzare con calma il tutto.

ABSOLVA

Puntuali come un’orologio svizzero, con un Live Club ancora piuttosto vuoto in verità come affluenza, (data l’ora in cui si sono esibiti, erano le 19.30), gli Inglesi Absolva con il loro Hard’N’Heavy onesto ma in verità molto derivativo, sono per il sottoscritto una piacevole sorpresa e scoperta. Convince sia la loro musica, che la sicurezza e la padronanza scenica in loro possesso. Chris Appleton, il vocalist è sicuramente il musicista degli Absolva dotato di maggior talento, anche se un po’ meno di plagio al passato non guasterebbe nel suo cantato, a cui gli accosto il batterista Martin Mcnee, capace di dare ai pezzi quella grinta ed incisività necessaria per “bucare lo schermo”. Circa un’ora a loro disposizione per dimostrare il loro valore, dove si sono distinte tra tutte le otto in scaletta, l’iniziale “Life On The Age”, “Only When it’s over” e “Live for The Fight”, di chiara Saxon – Maideniana memoria. Una band da approfondire e perché no, da risentire live! Pollice alto per gli Absolva e per l’Inghilterra quindi, che forse stavolta, dopo una vita di promesse non mantenute, ha trovato (finalmente) un ricambio generazionale nel Metal, credibile e duraturo nel tempo. Applausi!

Setlist:

  1. Life On The Edge
  2. Rise Again
  3. Never a Good Day To Die
  4. Defiance
  5. Only When it’s Over
  6. Never Back Down
  7. Live For The Fight
  8. Code Red

ABSOLVA lineup:

  • Chris Appleton – Guitar & Lead Vocals
  • Luke Appleton – Guitar
  • Martin Mcnee – Drums
  • Karl Schramm – Bass & Backing Vocals

MICHAEL SCHENKER FEST

Chi ha oltre quarant’anni e non conosce almeno di nome Michael Schenker, (anche se ne dovrebbe conoscere le gesta e l’intera carriera), dubito fortemente che si possa definire un’amante di hard rock ed hard’n’heavy, almeno per ciò che concerne questo contesto molto classico e basilare, di estrazione melodica ed alto livello compositivo. Per chi scrive, il tedesco Schenker è sempre stato uno dei più grandi axeman/giurar hero rock di tutti i tempi in senso assoluto, sia da un punto di vista squisitamente tecnico, che sotto il profilo dell’originalità della sua musica, restando sempre fedele a quel copione hard rock melodico, ma riuscendo al tempo stesso variare sempre la proposta, non risultando mai insabbiato, scontato o banale, come qualche suo illustre collega ha invece fatto nel tempo (Malmsteen, n.d.r). Sono le 20.45 e l’appuntamento con la Festa di Schenker può iniziare. e che inizio! Con un Live Club ora strapieno di gente (cosa che fa sempre piacere vedere), si parte forte con un pezzo storico degli Scorpions, la splendida “Holiday”, cantata in verità più dal pubblico che dal chitarrista stesso, per ora unico artista comparso sul palco. Ma non tarderanno a raggiungerlo tutti gli altri musicisti nella successiva “Doctor,Doctor”, pezzo immortale degli UFO, con il  trio di vocalist Barden/Bonnet/McAuley, nelle cui note  il pubblico inizia a scatenarsi  andando letteralmente in visibilio, anche per l’intensità  raggiunta cantata in contemporanea da  questi tre mostri sacri. Da qui in poi il set si divide equamente tra presente e passato, con una scaletta divisa in quattro fasi: La prima vedrà di scena Doogie White, la seconda avrà protagonista Graham Bonnet, la terza Gary Barden e infine Robin McAuley! Per il gran finale invece si ricompatterà il quartetto per eseguire altri due brani degli UFO. Ma andiamo con ordine…Doogie White è il primo vocalist pronto ad esibirsi, e si dimostra più che mai in forma smagliante, dotato di una tonalità che mi ha sempre fatto impazzire e di una estensione vocale non comune. Il repertorio scelto sarà incentrato nel periodo più recente degli MSG, in particolare quello inerente del Michael Schenker ‘s Temple Of Rock, da cui ci regalerà versioni al fulmicotone di “Vigilante Man”, seguita dalla roboante “Lord Of The Lost and Lonely”. “Take To The Church”, viene invece estratta dal nuovo album “Resurrection”, risultando il pezzo complessivamente più riuscito sia in studio che come versione live. “Natural Thing” (cover UFO), chiude al meglio la sua prestazione eccellente, che a conti fatti risulterà essere la migliore assieme a quella di Robin McAuley. Dalla sua parte Doogie White ha certamente l’eta’ (anagraficamente il più giovane di tutti gli altri cantanti intervenuti), ma anche tanta prestanza fisica e vocale dovuta a molte ore di sacrificio nella ricerca maniacale della perfezione, che rendono il suo cantato unico e inimitabile specie nelle tonalità alte, sue vero e proprio campo di battaglia! Da incorniciare la sua esibizione. “Capitan Nemo”, pezzo interamente strumentale, dove Schenker dimostra (se mai ce ne fosse ancora bisogno), tutta la sua classe innata, con quel tocco “magico” sulla sua Dean Flying V consono solo ai Numeri 1, ai migliori, come di fatto lo è da sempre Schenker. Dopo che White ha scaldato a dovere il pubblico, tocca al mitico Graham Bonnet continuare l’opera iniziata, e ci riesce alla grande, sfoderando una prestazione più che dignitosa, al cospetto dell’eta’ avanzata e di uno stato di forma fisico e vocale un po’ vacillante e alternato ultimamente. Sarà stata  l’occasione speciale, sarà stata questa sorte di “competizione”, ma stasera l’abbottonato e incravattato “impiegato del Metal” (rigorosamente in camicia e cravatta come da copione, e con i capelli immobilizzati da generose spruzzate di lacca), ci ha lasciati stupiti tutti, cantando in modo  sontuoso e impeccabile.”Dancer” e “Searching For a Reason”, sono sempre molto trascinanti per chi ha amato quell’epoca musicale, ma l’esaltazione vera e’ giunta con “Desert Song” e soprattutto con “Assault Attack”, il mio disco “perfetto”e preferito  degli MSG. Ho sempre avuto una simpatia particolare per Bonnet, e amato la sua timbrica fin dai suoi esordi, sospesa tra l’essere un po’ sorniona e compassata, ma al tempo stesso squillante, espressiva e tagliente, cosa che stasera (anche ai più giovani accorsi), ha ampiamente dimostrato, riportando in auge un’antico detto che dalle mie parti recita. “gallina vecchia fa’ buon brodo”, quanto mai  a pennello e appropriato per il Bonnet di stasera! Meritatissimi, scroscianti applausi, ed acclamazioni finali, sono il risultato dell’alto indice di gradimento che ha suscitato la sua prova. Il consueto intermezzo e siparietto solista strumentale del virtuoso Schenker (per permettere il cambio palco), ci regala una “Coast To Coast” degli Scorpions da lacrime, che, non ce ne vogliano il buon fratello Rudolf e Mathias Jabs, in due non riescono eguagliare ciò che Michael da solo riesce a creare con la sua chitarra magica, sia come   emotività, che come enfasi interpretativa e di trasporto col suo tocco vellutato delle corde, che lo rende unico al mondo. Tocca ora a Gary Barden, e non sarà semplice per lui mantenere l’asticella alta di attenzione, dopo le esibizioni perfetta di White e quella ottima di Bonnet. Infatti, il concerto di Barden , non impeccabile, vive di “luci e ombre”, risultando il meno convincente e quello meno sul pezzo  dei quattro singer in questione. E’ partito forte Gary, con una spumeggiante versione live del capolavoro “Are You Ready To Rock”, a cui fanno seguito “Attack Of The Mad Axeman” e “Rocks My Nights Away”, pezzi memorabili che funzionano, prendono, catturano, e sono sempre gioco facile sui fans più attempati. Da lì in poi però qualche piccolo scricchiolio inizia a sentirsi, specie su “Armed And Ready” e sulla successiva “Warrior”, dove fortunatamente giungono in suo soccorso gli illustri colleghi nel ritornello a più voci, mascherando perfettamente le imperfezioni, da renderle quasi impercettibili. Questo appunto non vuole essere ne una critica, ne tantomeno una bocciatura di Barden, intendiamoci..però da un vocalist del suo rango è lecito attendersi di più, anche se alla fine è stata più che   dignitosa  la sua performance, che però  confrontata  alle  precedenti e al cospetto di quella che verrà a breve di un superlativo Robin McAuley (il migliore), risulterà essere poi  la meno brillante ed incisiva. Ennesimo cambio palco, ed ennesima chicca strumentale di Schenker, che stavolta ci delizia il palato con “Into The Arena”, portandoci mentalmente a ritroso nel tempo, ai bei tempi che furono e che non torneranno mai più purtroppo. Robin McAuley oltre che essere stato il migliore di tutti, è pure il più ganzo di tutti, con quel look puramente biker anni ‘80 in perfetto “Perfect Timing” style, fatto di pelle, borchie e catene. Pure i capelli sono ancora quelli di un tempo, come lunghezza, consistenza e gonfiore. Il tempo per lui si è fermato, anche vocalmente! “Bad Boys” il primo pezzo proposto, viene cantato con una facilità e una brillantezza vocale disarmante! Era da una vita che sognavo di vederlo live, e la mia lunghissima attesa è stata ripagata alla grande. Unica “pecca” che mi sento di imputare in questo contesto, è stata la penalizzazione in scaletta di quasi tutti i pezzi del suo periodo MSG, ingiustamente snobbati e tolti, per fare posto a un set quasi interamente UFO, di cui francamente faccio fatica comprenderne il senso. Anche perché dischi come “Save Yourself”, “Perfect Timing”, “MSG”, contengono perle come “Anytime” o “Gimme Your Love”, che non avrebbero certamente sfigurato in setlist, anzi! Ma Robin McAuley non è certo un tipo che si crea questo tipo di problemi, dato che la sua ugola gli permette di cantare qualsiasi cosa, facendo sempre e comunque bella figura. Ecco che quindi le classiche UFO songs, “Only You Can Rock Me” e “Too Hot To Handle”, cantate stasera da Robin acquistano maggior vigore e grinta, così come protagonista assoluto lo è nel gran finale (assieme a White), quando il quartetto si ricompatta per congedarsi con “Rock Bottom” e “Lights Out”, per il delirio generale del Live Club. Tutto questo spettacolare evento, il Michael Schenker Fest è stato supportato da una sezione ritmica perfetta e devastante dove il bassista Chris Glen e il batterista Ted McKenna hanno svolto un ruolo assolutamente primario per tutto il concerto, non sbagliando mai un solo colpo e dando ancor più dinamicità e ritmo ai pezzi proposti. Gran Finale con altri due classici degli UFO, “Rock Bottom“ e “Lights Out”, con tutti i protagonisti della festa contemporaneamente sul palco, a darsi battaglia a colpi di microfono, e Michael di contro, a colpirci per un’ultimo assalto a suon di  assoli da antologia, da tramandare ai posteri. 2 ore e 30 di grande musica, di talento, di sudore, di cuore, sentimento, energia e perché no, di tanta nostalgia…tutte queste sensazioni ed emozioni è riuscito a trasmetterci e regalarci   il Michael Schenker Fest! Se dovessi stilare una classifica, metterei questo evento sicuramente tra il Top del 2018…Immenso! Forever MSG!

Setlist:

  1. Holiday (Scorpions Song)
  2. Doctor, Doctor (UFO Song)

Doogie White set:

  1. Vigilante Man (Michael Schenker‘ S Temple Of Rock)
  2. Lord Of The Lost And Lonely (Michael Schenker’S Temple Of Rock)
  3. Take Me To The Church
  4. Before The Devil Knows You’re Dead (Michael Schenker’S Temple Of Love)
  5. Natural Thing (UFO Song)
  6. Captain Nemo (MSG Song) – Instrumental

Graham Bonnet Set:

  1. Dancer
  2. Searching For A Reason (MSG Song)
  3. Desert Song (MSG Song)
  4. Night Moods
  5. Assault Attack (MSG Song)
  6. Coast To Coast (Scorpions Song)

Gary Barden Set:

  1. Are You Ready To Rock (MSG Song)
  2. Attack Of The Mad Axeman (MSG Song)
  3. Rock My Nights Away (MSG Song)
  4. Messin’ Around
  5. Armed And Ready (MSG Song)
  6. Warrior
  7. Into The Arena (MSG Instrumental Song)

Robin McAuley Set:

  1. Bad Boys (McAuley Schenker Group)
  2. Shoot Shoot (UFO Song)
  3. Only You Can Rock Me (UFO Song)
  4. Too Hot To Handle (UFO Song)

White/Barden/Bonnet/McAuley:

  1. Rock Bottom (UFO Song)
  2. Lights Out (UFO Song)

Michael Schenker Band Set:

  1. Michael Schenker (Leader Guitar/Vocal)
  2. Doogie White (Vocal)
  3. Gary Barden (Vocal)
  4. Robin McAuley (Vocal)
  5. Chris Glen (Bass)
  6. Ted McKenna (Drums)
  7. Steve Mann (Guitar/Instrumental)

MICHAEL SCHENKER FEST lineup:

  • Michael Schenker – Guitar
  • Chris Glen – Bass
  • Steve Mann – Guitar/Keyboards
  • Ted McKenna – Drums
  • Gary Barden – Vocals
  • Graham Bonnet – Vocals
  • Robin McAuley – Vocals
  • Doogye White – Vocals

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