ARMORED SAINT – Symbol of Metal

Written by on November 15, 2018

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Armored Saint + Athrox
live @ Legend Club, Milano (Mi)
– domenica 11 novembre 2018 –

Live Report by Alessandro Masetto

Gallerie fotografiche a cura di Rita Rose Profeta

Si ringrazia: Eagle BookingHub Music FactoryShining ProductionLegend Club

 

Serata per veri Metallers Old School quella andata in scena in questa uggiosa serata domenicale al Legend di Milano, che ci saprà regalare tante emozioni e ricordi memorabili dei tempi che furono, con grande intensità, ma anche con un piccolo retrogusto amaro nel momento del ricordo di David Prichard, il chitarrista originale della band. Gli Armored Saint, tra le Heavy Metal band più longeve e rappresentative di sempre del continente Americano, per questo speciale tour celebrativo, riproporranno per intero il loro quarto album, (complessivamente il più riuscito e il più venduto), ovvero il bellissimo “Symbol Of Salvation” del 1991, di cui le demo tra il 1989 e il 1991 furono scritte appunto dal compianto chitarrista David Prichard (R.I.P), deceduto poco prima delle registrazioni per una leucemia fulminante. Come John Bush ricorderà durante il concerto, questo particolare tour è dedicato anche alla sua memoria, e sia la stesura dei pezzi che i riff di chitarra presenti tra i solchi di “Symbol of Salvation” ne sono a lui necessariamente debitori. Agli Athrox tocca il non semplice compito di aprire i battenti per dei Miti viventi come i “Santi” e ci riusciranno, di fatto, in modo molto convincente. Gli ottimi e chiari suoni e la maggior capienza del rinnovato Legend dopo la recente ristrutturazione, hanno contribuito positivamente alla perfetta riuscita di questo evento.

ATHROX

In un Legend già strapieno di gente, e traboccante in ogni angolo, i toscani Athrox riescono a surriscaldare ulteriormente il clima in sala grazie al loro Metal classico, diretto, senza fronzoli, incisivo e calibrato. Freschi di un nuovo secondo album appena uscito dal titolo emblematico “Trough The Storm”, riescono a coinvolgere e graffiare per i quarantacinque minuti a loro disposizione, dimostrando già di possedere molta attitudine in materia, con buone qualità individuali, personalità e col piglio giusto. Tra i cinque brani proposti in setlist , hanno senza dubbio lasciato il segno l’iniziale “Waters Of The Acheron” e la conclusiva “End Of Days”, dove lo spettro dei primi Vicious Rumors si fa’ piacevolmente spazio e sentire nella loro proposta. Promossi a pieni voti!

Setlist:

  1. Waters Of The Acheron
  2. Ashes Of Warsaw
  3. Warstorm
  4. Empty Soul
  5. End Of Days

ATHROX LineUp:

  • Giancarlo Picchianti – Lead Vocals
  • Sandro Serravalle – Guitars
  • Francesco Capitoni – Guitars
  • Andrea Capitani – Bass
  • Alessandro Brandi – Drums

foto: Rita Rose Profeta

 

ARMORED SAINT

Dopo parecchi anni di vane attese, finalmente John Bush e gli Armored Saint decidono di farci visita nuovamente in Italia, e lo fanno col botto stavolta, ovvero in occasione del “Symbol of Salvation Tour”, il loro disco di maggior successo commerciale, il quarto della loro carriera. Ma come non fosse sufficiente la riproposizione per intero del disco in questione, decidono bene di mettere ben tre pezzi extra in apertura e tre in chiusura. Gli Armored Saint sono una macchina da guerra perfetta sul palco ora come allora, e il tempo sembra non aver scalfito minimamente la loro esplosività e il loro dinamismo, messo in gran mostra stasera peraltro. John Bush, fa il suo trionfale ingresso in scena con tanto di camicetta rosso fuoco, forse scelta apposita del colore, dato il trittico iniziale altamente infiammabile messo in atto, e che da lì a poco ci propinerà in faccia con la potenza di un caterpillar, saltando e dimenandosi come un’ossesso! “March Of The Saint”, ”Long Before I Die”, ”Chemichal Euphoria”, non hanno perso un millimetro di incisività e di smalto nel tempo, esaltate e rinvigorite più che mai dalla potenza della sezione ritmica, composta dai veterani Gonzo Sandoval alla batteria e da Joey Vera al basso! Il “tritacarne umano” viene invece azionato al massimo voltaggio e completato magistralmente dalla due sei corde, rispettivamente di Phil Sandoval e Jeff Duncan, affilate e taglienti come le lame dei rasoi ! Neppure il tempo di riprendere fiato che “Reign Of Fire” da il via alla totale esecuzione di “Symbol Of Salvation”, fino alla conclusiva “Spineless”. Quello che più ha sorpreso e lasciato di stucco stasera del concerto degli Armored Saint però è stata la tenuta fisica e vocale di un’instancabile e mai domo John Bush, che dopo un’ora e quaranta di concerto, senza risparmiarsi mai, e senza fare un solo minuto di pausa, sembrava non accusare ne’ fatica ne’ stanchezza, con una freschezza vocale quasi pari che sui primi pezzi. Impressionante davvero, un vero fenomeno! Gli Armored Saint poi, sono come una grande famiglia, e questo feeling storico tra tutti i componenti non può che giovare sulla qualità della loro musica e dei loro show, dove c’è uno “spirito comune”, e nessuno cerca di prevalere sull’altro, pur essendo tutti musicisti eccelsi se presi singolarmente. I Saint sono tra i più amati dal pubblico Metal, anche perché non si sono mai atteggiati da rockstar, ma anzi, al contrario, sono molto semplici e umili.. John Bush, sceso dal palco per cantare in mezzo al pubblico ne è prova tangibile di questo. Emozionante e toccante il ricordo di David, dove oltre agli applausi a qualcuno sicuramente sarà scappata giù pure una lacrimuccia sul viso, anche perché oltre che essere stato un musicista e compositore di valore indiscusso, era un grande uomo in primis. È davvero ambizioso come progetto proporre live un disco intero senza annoiare, ma “Symbol Of Salvation” può fregiarsi senza alcun dubbio di questa peculiarità, non contenendo al suo interno alcun pezzo debole o sottotono, e a conti fatti questa operazione vintage direi che è riuscita nel migliore dei modi, convincendo un po’ tutti. Finita qui? Macché! Loro non sono ancora stanchi e sazi, non hanno voglia di andarsene e noi meno di loro, e allora ci danno il tempo per l’ultima spettinata, partendo con “Win Hands Down”, proseguendo con “Can U Deliver”, e chiudendo i battenti definitivamente con l’immortale “Mad House”, che pone fine a questo massacro di metallo, adatto solo per “cuori forti, nostalgici e passionali”. Gli Armored fateli “Santi” ..Ora .. e Per Sempre!

Setlist:

  1. March of the Saint
  2. Long Before I Die
  3. Chemical Euphoria
  4. Reign of Fire
  5. Dropping Like Flies
  6. Last Train Home
  7. Tribal Dance
  8. The Truth Always Hurts
  9. Half Drawn Bridge
  10. Another Day
  11. Symbol of Salvation
  12. Hanging Judge
  13. Warzone
  14. Burning Question
  15. Tainted Past
  16. Spineless
  17. Win Hands Down
  18. Can U Deliver
  19. Mad House

ARMORED SAINT LineUp:

  • John Bush – Vocals
  • Phil Sandoval – Guitar
  • Jeff Duncan – Guitar
  • Joey Vera – Bass
  • Gonzo Sandoval – Drums

foto: Rita Rose Profeta


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