The Night Flight Orchestra – Intervista a David Andersson

Written by on January 22, 2019

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Ecco finalmente l’intervista a David dei The Night Flight Orchestra, tradotta in italiano!!! Il 6 Dicembre 2018 la band svedese ha dato vita ad un concerto strepitoso, al Legend Club di Milano (qui il report). Il loro AOR anni ’80 è di categoria superiore, davvero fantastici. In quella occasione Dj Mike incontrò il chitarrista David Andersson e di seguito potete ascoltare il file audio, in lingua inglese, e la traduzione scritta in italiano.

Traduzione in italiano:

Ciao ascoltatori di Metal Maximum Radio! Qui DJ Mike, e sono insieme a David dei Night Flight Orchestra! Ciao David! Come va?

DAVID – Bene grazie!

Vorrei iniziare con una domanda semplice: la storia della band dal 2012 fino ad oggi in due minuti!

DAVID – Due minuti? Penso che me ne serviranno di più! Io ho iniziato nel 2006, quando ho fatto un tour come chitarrista turnista con i Soilwork, e non conoscevo nessuno di loro. Però ho conosciuto Björn (Strid, n.d.r.), il cantante sia dei Soilwork che dei The Night Flight Orchestra, e abbiamo scoperto che entrambi amavamo il rock classico. Allora abbiamo deciso che prima o poi avremmo avuto la nostra band rock classico. Ci è voluto un po’ a trovare le persone giuste, ma tra l’estate del 2009 e del 2010 finalmente abbiamo formato una line-up insieme a Sharlee (D’angelo, n.d.r.) degli Arch Enemy e David Andersson. Da quel momento abbiamo trovato una sala prove e si è creata subito una sinergia, avevamo il nostro sound sin dall’inizio, c’era un’affinità musicale molto intensa. Nel 2012 abbiamo finalmente registrato e pubblicato il nostro primo album tramite una piccola etichetta italiana, Coroner Records, con cui abbiamo fatto due album. Avevamo preso la band sul serio, ma non avevamo aspettative commerciali, lo facevamo perché era quello che amavamo fare. Dopo il secondo album, la Nuclear Blast ci ha offerto un contratto, e ovviamente loro hanno un maggiore potere finanziario, una maggiore promozione eccetera. Quindi col nostro terzo album, “Amber Galactic”, abbiamo iniziato a fare tour in modo serio, a partecipare a festival in tutta Europa, e con il nostro ultimo album “Sometimes The World Ain’t Enough” abbiamo raggiunto la posizione #16 nella classifica metal tedesca. Come vedi, abbiamo fatto della nostra passione un lavoro, ma è ancora come essere in vacanza, perché è quello che amiamo fare, ci divertiamo insieme sul palco, siamo una vera band, facciamo tutto spontaneamente.

Quando vi ho sentiti per la prima volta per me è stata una sorpresa, perché ho visto i membri della band, membri dei Soilwork e degli Arch Enemy, poi ho ascoltato i The Night Flight Orchestra, e ho sentito questo gran bell’hard rock e rock’n’roll… sono rimasto molto sorpreso. È un tipo di musica che tutti voi membri della band avete dentro, o è qualcosa di deciso a tavolino?

DAVID – No, no, viene naturalmente da tutti noi. Personalmente, io ho iniziato ascoltando tutti i tipi di musica, ad esempio i Beatles e roba simile quando avevo 5 o 6 anni, ma poi sono passato all’hard rock, Deep Purple, Black Sabbath e roba simile, poi sono andato al college musicale e ho iniziato a suonare jazz, classica… facevamo show con cover band, suonavamo qualsiasi cosa. Abbiamo background musicali molto diversi, ma quello che facciamo ci viene naturale, forse è più naturale che suonare metal, perché è quello con cui siamo cresciuti. Ed è una bella sensazione avere una band con cui puoi suonare qualsiasi cosa ti passi per la mente.

Ti ricordi le tue sensazioni quando hai iniziato a comporre per i The Night Flight Orchestra?

DAVID – Oh sì, eravamo io e Björn, ne parlavamo molto. Il nostro obiettivo principale era scrivere musica che potesse essere una colonna sonora per quando sei in viaggio, qualcosa che ti faccia fuggire dalla realtà. La prima canzone che ho scritto si chiama “1998”, e parla fondamentalmente di tour, di quando hai questi momenti estatici, in cui sogni di crescere e diventare una rockstar, ma poi finalmente hai quest’esperienza e provi una sorta di euforia. Quella è la prima che ho scritto, la suoneremo anche stasera, ed è una sorta di versione svedese di “Born To Run” di Bruce Springsteen (ride, n.d.r.). Così abbiamo dato il via alla cosa, unendo questo momento di euforica gioia alla tipica malinconia svedese. Ok, adesso sono felice, ma questo mi può essere portato via in qualsiasi momento, perché tutto è destinato a finire. Memento mori! (ride, n.d.r.)

Parlando di queste due re-release pubblicate giusto qualche settimana fa, quelle dei primi due album, “Internal Affairs” e “Skyline Whispers”. Per me è stata una grande idea, anche per le nuove copertine. Chi ha avuto l’idea di ripubblicarli?

DAVID – Sin dall’inizio avevamo tutti intenzione di pubblicare questi due album anche su vinile, che è un formato classico, ma li avevamo pubblicati quando eravamo con la Coroner Records, non avevamo molti soldi e non avevano venduto così bene. Ma ora che siamo con Nuclear Blast, gli ultimi due album hanno avuto un discreto successo, la Nuclear Blast ci ha proposto di ripubblicare anche i primi due album con nuove copertine. Li abbiamo masterizzati anche per vinile, e adesso suonano meglio che mai. È una cosa che avevamo sempre voluto fare, ma non ne avevamo la possibilità. È realizzare un sogno, avere tutti i nostri album su vinile!

Parlando del nuovo album, ed in particolare della copertina: chi l’ha realizzata?

DAVID – È stato Sebastian (Forslund, n.d.r.), il nostro chitarrista, ha fatto le copertine per gli ultimi due album insieme a Carlos Del Olmo Holmberg, il vecchio chitarrista dei Soilwork, l’hanno disegnata insieme.

C’è un messaggio particolare in quest’album, qualcosa che volete comunicare al mondo e ai vostri fan e ascoltatori?

DAVID – Sia quest’album che il precedente formano una “space-opera femminista” (ride, n.d.r.). Sono ambientati in un futuro fittizio, in un mondo in cui le donne sono comandanti spaziali. Il tema principale è come mantenere l’amore anche attraverso le distanze, cercando di ricordare e immaginando come sarebbero questi momenti fuggevoli in cui hai bisogno di qualcuno.

E chi ha avuto l’idea di questo concept?

DAVID – Oh, sono io il responsabile di questo concept!

Come è stato recepito il nuovo album dalla stampa e dai fan?

DAVID – Abbiamo avuto recensioni fantastiche, è stato album del mese in molte riviste europee, ed è una cosa abbastanza strana! Siamo quasi nervosi a riguardo!

C’è da dire che i tre album precedenti erano tutti e tre grandi album, quindi fare un quarto album allo stesso livello non è semplice, ma voi ce l’avete fatta.

DAVID – Grazie mille!

Ascoltando il nuovo album, mi pare di sentire una nuova forza all’interno della band, qualcosa di nuovo, idee nuove. È vero?

DAVID – Sì! Quando abbiamo fatto il primo album era per noi una nuova esperienza, dovevamo capire cosa potevamo fare e cosa non potevamo fare. Poi, continuando ad evolvere, abbiamo capito che potevamo fare qualsiasi cosa e sperimentare molto, ed ecco che il nostro sound è diventato più vario. È fantastico, ed è qualcosa che continueremo a sviluppare, facendo qualsiasi cosa strana che ci venga in mente, sperimentando e prendendo elementi di diversa origine per metterli insieme in modi nuovi, mescolando la disco con l’hard rock con il jazz… qualsiasi cosa.

Come nasce un brano dei The Night Flight Orchestra?

DAVID – Io scrivo la maggior parte delle canzoni, diciamo il 75%, sia musica che testo, faccio una demo merdosa a casa, ci programmo una batteria, ci metto chitarra e basto, canto qualche linea vocale in falsetto. Abbiamo tutti un’agenda molto piena di impegni con tutte le nostre band, ma ci capita anche di scrivere insieme, ad esempio io e Björn ogni tanto stiamo insieme e creiamo qualche canzone. Abbiamo realizzato qualcosa in questo tour, io, Björn e Sebastian, registrando qualcosa col computer portatile. Di solito è un processo che si svolge a casa, da soli, ma quando abbiamo la possibilità di collaborare lo facciamo volentieri. Io, Björn e Sebastian scriviamo in modi molto diversi, e questa è la cosa bella, che possiamo unire cose diverse in modo interessante.

Tutti voi nella band suonate in più band. Come riuscite a fare tutto ciò quando siete in tour?

DAVID – Riguarda tutto la gestione del tempo. Sta diventando sempre più difficile, ma finora abbiamo sempre trovato il tempo di fare tutto. Spero che riusciremo a continuare così, ma dipende da cosa accadrà, ad esempio se i The Night Flight Orchestra diventano più grandi sarà ancora più difficile… vedremo! Io ho anche un altro lavoro, sono un dottore, ho famiglia e figli, e il tempo è sempre il problema critico. Più si invecchia e più questo problema si sente. Però amiamo quello che facciamo, e in un modo o nell’altro andrà avanti.

Quindi è la vostra passione che vi porta ad andare avanti, giusto?

DAVID – Sì, proprio così. La musica è come una droga, non puoi farne a meno? Hai mai fatto parte di una band?

Sì, sono un chitarrista anche io!

DAVID – Ecco, allora conosci la sensazione che si prova quando sali sul palco, o in studio quando registri una canzone che hai scritto, è una delle esperienze migliori che si possano mai provare. Una volta che hai avuto queste esperienze, è molto difficile lasciar andare. Ci ho provato tempo fa, avevo 23 anni, suonavo in delle band che non funzionavano ed insegnavo chitarra, allora sono andato ad una scuola di medicina e sono diventato un dottore, e ho smesso di suonare la chitarra per un po’… ma era veramente difficile stare senza suonare. Allora ho ricominciato a suonare piano piano, ed ora non posso immaginare una vita senza suonare.

Quando hai iniziato a capire che la musica era la tua strada nella vita?

DAVID – Molto presto! Ricordo che quando avevo 5 anni sentivo i dischi dei Beatles che mia mamma metteva nel giradischi, rimanevo veramente ipnotizzato, era il suono più fantastico che avessi mai sentito. Ho iniziato a suonare la tastiera quando avevo 5 o 6 anni, poi ho ricevuto la mia prima chitarra a 9 anni, e da lì ho iniziato a comprarmi album hard rock, come “Made in Japan” dei Deep Purple, i classici, e lì ho capito che dovevo essere un chitarrista. Questa cosa c’è sempre stata.

Per quanto riguarda i testi, quali sono le tue influenze principali per quest’album?

DAVID – Io amo leggere, leggo tantissimo, circa 5 libri a settimana. Amo molto le parole, quando ero piccolo leggevo i classici, come Sartre, ma adesso leggo molto più fantasy, science fiction, ma anche cose legate alla musica, come biografie e roba simile, molte riviste musicali. Nel mio telefono ho una grandissima scorta di titoli di canzoni e testi, è come se stessi sempre a cogliere parole e frasi. Ho sempre amato le lingue e scrivere testi. Il tema principale dell’album è, come ho detto, l’amore, e insieme la fuga dalla realtà. Non amo la musica che parla di politica, la trovo noiosa. La politica è interessante e ho le mie forti opinioni a riguardo, ma penso che la musica debba avere a che fare con l’amore e con l’escapismo. Di solito nelle band è il cantante che scrive i testi, ma io ho sempre fatto entrambe le cose. Anche Björn scrive testi, ma la maggior parte li scrivo io. Mi piace molto vedere come le persone riescono a descrivere a parole l’amore e le emozioni. Una delle mie influenze più grandi per quanto riguarda i testi è Peter Gabriel, i suoi album solisti, o anche Adrien Belew dei King Crimson, anche Phil Collins. Sono un grande fan del prog rock e dei suoi testi.

Come sta andando il tour?

DAVID – Alla grande! Siamo ancora agli inizi, e prima del tour abbiamo fatto qualche concerto in Scandinavia. Siamo in tour da novembre, ed è il nostro primo grande tour. Alcuni show sono stati decisamente magici, come quello a Londra, tutto il pubblico sapeva tutte le parole di tutte le canzoni e cantavano anche gli assoli di chitarra. Ma ogni serata è stata grande, ogni volta tutti ballano e si divertono, e agli show viene ogni tipo di persona, sia metallari, ad esempio i fan dei Soilwork e degli Arch Enemy, ma anche ragazzi più giovani, si divertono un mondo!

Ultima domanda: cosa possiamo aspettarci dallo show di stasera? 06/12/2018

DAVID – Cerchiamo sempre di creare questo universo alternativo, qualcosa in più di un semplice rock show, perciò si spera che tutti vadano in estasi e in euforia, che ballino, anche se non sanno come ballare!

Grazie mille David, per me è tutto! Grazie per il tuo tempo qui su Metal Maximum Radio, un grande saluto da me, DJ Mike, e dai nostri ascoltatori!

DAVID – Super! Grazie a te!


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