GOTTHARD – Intervista con Freddy Scherer

Written by on June 4, 2019

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Dj Mike ha incontrato il mitico Freddy Scherer, chitarrista della Hard Rock band GOTTHARD, per una bella intervista riguardo al passato, presente e futuro della band, giusto qualche ora prima del Live al Metalitalia.com Festival, 02 Giugno 2019. Sotto potete trovare il file audio, in italiano, e la traduzione scritta.

Ciao a tutti, sono Dj Mike per metalmaximumradio.com e sono qui insieme a Freddy dei grandissimi GOTTHARD!!! Ciao Freddy.

Freddy: Ciao come stai?

Io sto alla grande e tu come sei messo per stasera?

Freddy: Direi molto bene, questo è il primo show dell’anno per noi. In verità siamo in studio. Già da qualche settimana fa abbiamo iniziato a scrivere e registrare e ora ci fa molto bene sentire quest’aria di Live, ogni tanto.

Direi che fa molto bene, da sempre una nuova energia.

Freddy: Esatto.

Iniziamo questa intervista dicendo proprio a grandi linee, il grande inizio di questa band, che già con il primo album ha avuto un successo megalitico, fino ai tempi di oggi. In poche parole.

Freddy: Eh, questo è molto difficile, 28 anni in poche parole è molto difficile. Diciamo che ci sono stati due capitoli, il primo con Steve e il secondo, dal 2011, con Nic. Siamo contenti che possiamo continuare, che funziona con Nic. Logicamente è diverso che con Steve, è un altra cosa, lo sapevamo. Però funziona. Ci abbiamo provato, funziona e questo è l’importante.

Parlando di te, ricordi le sensazioni di quando hai iniziato a suonare nei GOTTHARD, nel 2004?

Freddy: S, logicamente mi ricordo il concerto, mi ricordo la prima volta, anche se conoscevo i ragazzi già da anni e anni. Però è diverso da conoscere un gruppo e bere una birra insieme. È stato grande, molto easy direi. Logicamente un po’ di pressione per me c’è stata. Però sono stato così contento e logicamente suonare con il gruppo più grande della Svizzera è stato un onore, una grande cosa. Molto importante.

Grandissimo, penso una grande soddisfazione, anche a livello personale.

Freddy: Esatto, esatto, assolutamente. Non avrei mai pensato neanche per un secondo che fosse potuta succedere una cosa così e invece è successo e sono molto contento che sia andata così.

E si continua alla grande devo dire. Parlando proprio di sentimenti. Come ti sei sentito quando hai composto la tua prima canzone dei Gotthard, quando hai messo del tuo in un pezzo dei Gotthard?

Freddy: Sai, per me scrivere con altra gente, alla fine per chi o come, non cambia niente. Alla fine l’importante è dove va la canzone e oggi, visto che sono nei Gotthard da 15 anni, puoi già avere una visione quando scrivi una canzone di dove arriverà. All’inizio è stato molto più difficile. Però questo è stato anche molto importante, lavorare con dei grandi cantanti, prima con Steve e oggi con Nic, è una bella cosa e da una bella voce alla canzone, che è molto importante. Siamo tutti d’accordo su dove va una canzone, perché per lo stile parliamo più o meno tutti la stessa lingua e questo aiuta. 

Alla grande, quindi diciamo che la composizione delle canzoni è a livello di gruppo, non c’è un principale compositore.

Freddy: In generale facciamo le cose in tre, Nic, Leo e io. Però ogni tanto c’è anche Marc che apporta un’idea o qualcosa. Però direi che il 90% fin da quando sono nella band, facciamo quasi sempre in tre.

Ottimo, quindi ci sono diverse influenze anche di stile nei vari pezzi.

Freddy: Che è importante, aiuta perché se tu una volta non hai un’idea, arriva l’altro con la sua idea che porta tutto a un altro livello. Penso sia più facile scrivere in due o tre, che scrivere una canzone da solo. In quel modo puoi fare quello che vuoi, però sei un po’ limitato.

Sono pienamente d’accordo. Parlando dell’ultimo album in studio “Silver” del 2017. Com’è stato fino ad ora, quindi a due anni di distanza, dalla stampa e dai fan?

Freddy: È stato molto ben ricevuto, il tour è stato TOP, in Europa abbiamo girato insieme ai Pretty Maids e c’è stata molta gente. Questa è la cosa numero uno, alla fine sei i concerti sono pieni, la risposta è chiara e questo vuol dire che la gente è stata contenta. 

Perfetto. Invece, parlando un attivino del futuro della band. Che cosa avete in serbo per noi?

Freddy: Come ho detto all’inizio, siamo in studio in questi giorni. Domani arriva Paul Lani, il Co-Produttore di questo album, che già nel passato ha lavorato con il gruppo, agli inizi e poi in “Firebirth”. Lui, insieme a Leo, saranno il team di produzione. Lavoreremo in due fasi. La prima in giugno, faremo le prime sette canzoni e le altre a settembre. Questo per ragione di concerti e siamo un po’ distratti ed è difficile continuare ad avere la concentrazione e il motore che ti funziona. Però sarà bello. Abbiamo le prime canzoni pronte e per me sarà un grandissimo album. Almeno le prime 7/8 canzoni sono già TOP, su una bella strada direi.

Ottimo, fantastico. Quindi c’è da aspettarsi del vero Hard Rock Numero uno.

Freddy: Esattamente (ride)

Dentro le vostre canzoni, ma più in generale, nella vostra discografia, in totale, c’è un messaggio particolare che volete far arrivare alla vostra audience?

Freddy: Beh, difficile questa domanda. Io direi che la musica dei Gotthard è sempre cambiata, per ragioni di produttore, per ragioni di tempi, per ragioni di diverse cose. È molto Hard, molto energetica all’inizio, poi è arrivato il momento acustico, poi è arrivato il Pop, poi siamo tornati al Rock, adesso abbiamo fatto un disco acustico. Voglio dire, c’è tante facce dietro ai Gotthard. Direi che nessuna faccia è sbagliata, magari se guardo indietro avrei fatto due p tre cose in modo diverso. Però sai, 28 anni di vita di un gruppo, c’è così tante cose che succedono, che logicamente al momento sembra sempre giusto, ma guardando indietro c’è sempre qualcosa che magari avrei fatto in modo diverso. Però così è lavata con tutto, non solo con la musica. 

Assolutamente vero. Visto che hai detto proprio che in tutti questi anni la band ha avuto varie sfaccettature, questa era una domanda che ti volevo fare alla fine dell’intervista, ma visto che ci siamo te la faccio subito e ti chiedo: In tutti questi anni avete fatto tantissime interviste, ma c’è una domanda che hai sempre voluto ricevere e mai ti è stata fatta?

Freddy: Onestamente no, piuttosto al contrario sono contento che non mi hai chiesto perché il nome GOTTHARD ha avuto successo. (Ridiamo di gusto).

No, non è in programma (si continua a ridere). Allora, andiamo avanti. Ascoltando bene “Silver”, l’ultimo album in studio, si sente che c’è un nuovo potere dentro questo album. È una mia impressione o è così?

Freddy: Ogni album ha una sua ragione, e in questi tempi il nuovo album sarà ancora diverso. È difficile da dire. È il momento, diciamo che sono coincidenze, che magari no o magari si, la voglia di qualcosa che mancava prima o vuoi provare qualcosa. C’è sempre una chimica in questi momenti. In questi nove mesi, fra l’inizio di scrivere la prima canzone e la fine con il mixaggio dell’ultima canzone, c’è una chimica e alla fine è così. Secondo me l’importante è non pensare troppo a sinistra o a destra perché altrimenti ti chiudi un po’. Invece devi rimanere abbastanza aperto e questo funziona quasi sempre.

E parlando proprio di apertura, quali sono gli stili musicali che più vi influenzano nel comporre la vostra musica. Perchè siete vogliamo dire anche unici, nel vostro genere, però specialmente agli inizi qualcosa vi ha influenzato. Quali sono quelle band o quegli stili che più vi influenzano?

Freddy: Alla fine, secondo me, un musicista è come una biblioteca. Quello che tu ascolti quando sei giovane rimane da qualche parte dentro di te. Quello che tu farai, sarà un mix di tutte queste scatole che hai dentro, se lo vuoi o no, è così. Direi chiaramente gruppi come: Deep Purple, Whitesnake, AC/DC, poi qualche canzone tipo Beatles o Queen, insomma, le grandi canzoni piuttosto direi. E la chitarra logicamente, i Gotthard sono un gruppo di chitarre.

A livello di chitarrista, visto che stiamo parlando proprio con un chitarrista, chi è il personaggio che più ti ha ispirato?

Freddy: Ce ne sono diversi, non ce n’è solo uno. Sicuramente il giovane Zakk Wylde, assolutamente estremo, ancora oggi al TOP, ma quando l’ho visto la prima volta nel 1990 a New York è stata veramente una grande esperienza. Logicamente non ho visto chitarrista come Hendrix e altri che sono stati prima del mio tempo. Li ho potuti vedere andando indietro nel tempo con YouTube. Come anche Jimmy Page è stato importante, per le canzoni, per il personaggio e per le canzoni che ha fatto in generale, non solo per come ha suonato. Ce ne sono tantissimi, troppi per dirli tutti adesso.

Vero, vero. Assolutamente. Anche io sono un chitarrista (stretta di mano e risate). Riguardo invece ai testi, cos’è che influenza maggiormente le vostre liriche?

Freddy: Non penso che siamo un gruppo molto politico. Piuttosto vogliamo avere una bella festa. Logicamente alla nostra età metti un po’ di filosofia in più, rispetto a quando avevi venti anni. Un po’ di saggezza mi più magari. L’importante è la vita, storie che succedono. Non vogliamo cambiare il mondo, però il messaggio è di rimanere positivi. Questo è il messaggio dei GOTTHARD!!!

Specialmente per i giovani di oggi, che ne hanno parecchio bisogno di questo messaggio. Com’è il vostro rapporto con i fan. Vi piace di più faccia a faccia oppure via social media e via dicendo?

Freddy: Qua è cambiato tutto negli ultimi dieci anni eh!? Quindici anni fa i social non c’erano. Oggi è più facile per i fan arrivare a parlare e scrivere e fare un check con un musicista. Ogni tanto funziona, ogni tanto no. Poi fai di tutto un mix, vedi una persona due o tre volte a un concerto, ci cominci a parlare e magari poi ci scriviamo. Io non sono un grande fan di scrivere troppo, il check va bene per dare un messaggio di qualcosa, altrimenti. È un po’ come la televisione, tutti a guardare queste serie Top, io no, faccio altre cose invece di stare tutto il giorno davanti il Mac a scrivere messaggi o guardare tutto il giorno o tutta la notte la televisione.

E quindi penso preferisci e preferite il contatto faccia a faccia.

Freddy: Non direi preferisco, va bene tutto. Alla fine i fan danno una risposta e penso sia interessante sapere cosa pensano. Ogni tanto è niente, ogni tanto è veramente qualcosa e alla fine è meglio sentire quello che hanno da dire.

Assolutamente. Anche perché è da li che poi arriva il feedback no?

Freddy: Esatto.

Oggi è la prima data di un tour estivo del 2019, siamo qui a Trezzo sull’Adda al Live Music Club per il Metalitalia.com Festival. Che cosa ci dobbiamo aspettare dal concerto di stasera dei GOTTHARD?

Freddy: Visto che non abbiamo il nuovo disco fuori, sarà un concerto all “Silver”, un po’ diverso, magari un mix maggiore tra i vari album, rispetto a quando è uscito “Silver”. Però un classico GOTTHARD, in attesa del nuovo disco. Anche se non è un problema trovare due o tre canzoni da mettere in scaletta e suonare!!! (Ride).

Una spoilerata sul primo pezzo che eseguirete stasera?

Freddy: Devo guardare la SetList, non mi ricordo (ridiamo di gusto)

Grandissimo. Ok penso di aver finito e ti voglio ringraziare per il tuo tempo e per la tua passione e per tutto quello che farete con il nuovo album e oltre.

Freddy: Grazie a te.


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