FLESHGOD APOCALYPSE – Intervista a Francesco Paoli

Written by on June 6, 2019

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Dj Mike ha incontrato il grande Francesco Paoli, cantante e chitarrista della Symphonic Death Metal band FLESHGOD APOCALYPSE, per una bella intervista riguardo al al nuovo album “VELENO” e sul futuro della band, giusto qualche ora prima del Live al Metalitalia.com Festival, 01 Giugno 2019!!! Sotto potete trovare il file audio, in italiano, e la traduzione scritta.

Ciao a tutti, sono Dj Mike per metalmaximumradio.com e sono qui con Francesco dei Fleshgod Apocalypse. Ciao Francesco.

Francesco: Ciao!!! Ciao a tutti.

Allora Francesco, iniziamo subito a fare un reminder, velocissimo, di qualche parola sulla storia dei Fleshgod Apocalypse. Dalle origini fino ad oggi.

Francesco: Allora, i Fleshgod sono nati nel 2007. Li abbiamo fondati io, Paolo e Cristiano, che adesso non suona più con noi dal 2017. Ci siamo affacciati al mondo con un album chiamato “Oracles”, uscito nel 2009, in cui io ero il frontman, suonavo la chitarra e ho cantato su quell’album e Tommy è entrato in pianta stabile. Poi nel 2011 è entrato anche Francesco Ferrini e poi si è aggiunta Veronica, che già collaborava con noi dall’inizio, ma diciamo che è in LineUp dal 2013 come membro ufficiale. Poi nel 2017 c’è stato un piccolo cambio generale della LineUp, perché sono cambiate un po’ le cose, visto che sia Tommaso che Cristiano sentivano la necessità di cambiare vita, di dedicarsi un po’ di più alla famiglia ed avere una professione differente. A quel punto ho deciso insieme agli altri di tornare alla voce, quindi sull’ultimo album ho fatto batteria, chitarra e voce. Dal vivo suono la chitarra e canto. Abbiamo preso due ragazzi che sono, uno conosciutissimo, David Folchitto batterista degli Stormlord, Profilax, con noi suona la batteria nei live. L’altro è Fabio Bartoletti che è un amico di vecchia data che suona la chitarra.

Ottimo. Quindi una storia abbastanza tormentata a livello di LineUp. Però tutto va avanti e arriviamo proprio a questo nuovo album “Veleno”, che è uscito il 24 Maggio per Nuclear Blast.

Francesco: Fresco, fresco.

Fresco, freschissimo. Come avete vissuto questo periodo in studio di “Veleno”?

Francesco: Mah guarda, le registrazioni sono state una figata, perché abbiamo registrato a Roma in uno studio incredibile che si chiama Bloom Recording Studio, dove viene fatto quasi tutto il pop attuale, quindi Max Gazzè, Fabrizio Moro, Ultimo, Silvestri. Tutto il pop romano passa per quello studio, che è di altissimo livello. Marco Mastrobuono che è il ragazzo del Kick Recording Studio ha iniziato a lavorare pure in questo studio e quindi ci ha detto: ma perché non registriamo qui? Il posto e la situazione era fotonica, proprio pazzesco. Abbiamo registrato tutto li. Poi abbiamo finito delle cose al Kick Recording, insieme a lui e a Matteo Gabbianelli. Mentre per quanto riguarda gli archi, il coro, percussioni e altri strumenti, che abbiamo fatto tutto acustico questa vola, li abbiamo fatti al Musica Teclas a Perugia, con Daniele Marinelli, che è un ragazzo super ferrato nella registrazione di musica sinfonica, musica da camera, musica classica, etc etc. Quindi, raccolto tutto il materiale poi siamo andati in Danimarca, abbiamo fatto mix e mastering con Jacob Hansen, che ha fatto un lavoro della Madonna, a nostro parere. Però ora iniziamo a vedere recensioni e il feedback dei fan, diciamo che a parere un po’ di tutti è considerato il disco con la miglior produzione. È stata una figata, noi ci siamo divertiti a farlo e……

L’episodio più divertente?

Francesco: Mah….l’episodio più divertente……

Quello più disastroso?

Francesco: Mah, non lo so, guarda…..la cosa più divertente…..è andato tutto abbastanza bene ed è una cosa a cui non siamo abituati (ride). Diciamo che non eravamo pronti a non incazzarci così tanto ecco. È andata bene!!!

Voglio dire, anche questo è una cosa positiva.

Francesco: Si, ma già da “King” (l’album precedente), si erano un po’ assestate le cose, il gruppo era cresciuto, era tutto più semplice. Però con “Veleno” è andata. È il quinto disco, dice che il quinto disco è importante.

Lo sarà sicuramente.

Francesco: Beh per ora sta andando forte.

Bene, bene. Allora, come nasce un pezzo dei Fleshgod Apocalypse? Partite da un riff, da una melodia, oppure da una melodia vocale?

Francesco: A CASO!!! Caos totale. Nel senso, il pezzo nasce quando ci rendiamo conto che qualsiasi cosa sia stata fatta, possa essere un riff di chitarra, una parte vocale, una melodia cantata, così a caso sul cellulare, magari sotto la doccia che ti viene in mente, una parte di batteria, una parte di piano. Quando uno si accorge che quella cosa li ha un valore artistico, allora ci si lavora sopra. Tipo, “The Violation” è nata da una cosa che ho canticchiato sotto la doccia. “The Fool” è nata dall’idea di dire, ma perché non facciamo una cosa così sorprendente, un po’ neo-classica tipo Stratovarius, con un intro alla “Black Diamomd”? Tutto a caso, capito….poi dopo non è che è tutto a caso la composizione. Diciamo che noi non ci freniamo e non cerchiamo di scrivere niente. Quando viene un idea figa, viene presa, messa li, sta li un paio di mesi. Poi dopo un paio di mesi la riascoltiamo, se ancora trasmette qualcosa allora si inizia a lavorare su quello e si costruisce il resto del pezzo o si trovano alle idee, che nel frattempo magari sono state scritte o sono state aggiunte a quell’idea dello stesso valore artistico. Delle volte arrivi che hai un riff, poi magari dopo hai un buco, poi un pezzo di batteria, poi un altro riff e un altro buco e poi la voce. Tutto a caso e poi sono tutti tasselli che vengono messi insieme alla fine, tipo puzzle e viene fuori il pezzo. È un lavoro lungo. L’inizio deve essere spontaneo e poi si inizia a lavorare seriamente, di esperienza, lo studio e un sacco di cose che ovviamente ci permetto di elaborare, reinventare, ampliare e ristrutturare tutto. Qualcosa che all’inizio è molto basic, poi diventa una cosa più complessa e articolata.

Fantastico!!! Sempre riguardo ai vostri pezzi, che cosa influenza di più i vostri testi? 

Francesco: Noi abbiamo sempre fatto dei concept e quindi ci siamo sempre basati su un’idea di fondo che doveva coprire un po’ tutto l’album. In alcuni casi è stato più narrativo, tipo con “Labyrinth” e “King”, perché appunto c’era una storia, inventata da noi o reinterpretata da un mito greco, che è il caso di “Labyrinth”. In questo nuovo album “Veleno” invece ogni brano tratta un argomento che poi è connesso ad un elemento comune, come in questo caso è l’avvelenamento in “Veleno” (il brano), in “The Agony” è la sofferenza e la reazione ai comportamenti umani. Nel caso di “Oracles”, le filosofie e le religioni etc etc. Noi utilizziamo metaforicamente personaggi, miti greci, miti romani, anche storie o leggende tramandate nel tempo, che sono parte della nostra cultura, per cercare di parlare di qualcosa che ci interessa personalmente. Quindi può essere sia un discorso filosofico e metaforico, come per esempio si può parlare di religione o filosofia di vita o di società, di progresso, di scienza, etc etc. Oppure anche cose più intime, come le fragilità interiori, le paure, etc etc. Quindi sembra simile perché è tutto trattato in modo poetico e metaforico, c’è una sorta di “distacco” proprio perché viene raccontata una storia, quindi i personaggi non siamo noi, quindi c’è un distacco. Però è sempre la descrizione di uno stato d’animo, è la rappresentazione di un opinione. Più o meno metaforicamente, tipo nel caso di “Sugar”, non ci sono metafore, nel caso di altre canzoni molto di più, tipo “Worship and Forget” che è più complessa come concetto.

Ok. Ottimo. In questo album “Veleno”, c’è un messaggio particolare che con la vostra musica e i vostri testi volete far passare ai vostri fan?

Francesco: Noi non facciamo prediche. Non ci sono predicozzi, non ci sono spiegoni nel disco. Principalmente facciamo un analisi, la scriviamo ed è il nostro punto di vista, poi ognuno trae le proprie conclusioni. Quello che passa adesso è che ci sia una retrocessione, un blocco proprio da un punto di vista culturale, che ci allontana dal progresso, ci allontana dal migliorare, ci allontana dal benessere, ed è colpa nostra. Perciò probabilmente la conclusione che si può trarre, come nel nostro disco anche in altre opere contemporanee di arte a un disco come “Veleno”, è che bisogna fermarsi e ripartire da zero, rivalutare delle cose, il nostro rapporto con l’ambiente, con le nostre fragilità, con la nostra psiche, il nostro rapporto con la ragione. Magari iniziare a mettere un po’ da parte la fede, le superstizioni e tornare un po’ sulla terra ecco. 

Giustamente, giustamente sul nostro bel pianeta terra, che lo stiamo distruggendo.

Francesco: Eh esatto!!!

Ok. Sempre riguardo a “Veleno”, l’ultimo album, ne abbiamo già parlato un pochino prima, ma andando un pochino più in profondità su questo argomento, come lo stanno valutando la stampa e i vostri fan? E magari se ti ricordi qualche commento particolare riguardo all’album.

Francesco: “Veleno” è il disco che a livello di stampa ha il rating più alto di sempre per noi. Siamo riusciti ad entrare in classifica in posti molto importanti, che al momento non posso dire perché i risultati usciranno domani.

Dai, una piccola anteprima

Francesco: Ci sono Germania, America, Canada…..

Basta non ne dire altre.

Francesco: Comunque in alcuni posti in posizioni di classifica molto alte, incredibile, straordinario poi per il Metal italiano è straordinario. Siamo molto contenti. I fan……praticamente è un plebiscito. Pochissimi commenti negativi, che sono tutti legati al gusto e quindi non a come è stato realizzato e ci sta, perché è giusto che anche a qualcuno facciamo cagare!!! Direi che per noi è dieci e lode, dieci e lode da parte della stampa e dieci e lode da parte dei fan. È un momento incredibile e inspiegabile per la band. Lo cosa che mi ha colpito di più, è stato il fatto che nonostante il cambio di LineUp, nonostante tutto le cose siano incessantemente continuate a crescere. Vuol dire che il gruppo non sono solo le persone, ma è una cosa che ormai è di qualcun’altro, è delle persone e la musica è più importante di noi. Questo è probabilmente uno dei più grandi successi che un musicista, un artista, può raggiungere. È pazzesco, perché anche il solo sapere che se ci sono io o no nella band, non cambia e le persone continueranno ad amare quello che ho fatto, vuol dire che quello che ho fatto ha una sua identità, ha un suo peso, un suo valore, a prescindere da noi. Questo è incredibile.

Fantastico. Questo è un argomento che ho discusso qualche tempo fa insieme a Bobby “Blitz” degli Overkill, dicendogli, e ti rigiro l’affermazione: sai Francesco di essere immortale!!!

Francesco: Beh……non io. Probabilmente la musica, la musica rimarrà immortale, o perlomeno durerà molto più di me. Spero che duri, che il lavoro e la dedizione, la passione che ci abbiamo messo, trasmetta ancora a generazioni future, per più tempo possibile. Poi insomma, quello che sarà, sarà. Io sono già contento così, tanto quando sono morto, sono morto, che cazzo ne so. (Si ride).

Quello poco ma sicuro. Vediamo un attimo il futuro dei Fleshgod Apocalypse. È uscito da pochi giorni “Veleno”, ma cosa vedi Francesco nel futuro dei Fleshgod Apocalypse?

Francesco: Adesso noi facciamo un po’ di festival di riscaldamento e poi a Ottobre inizia il tour mondiale, coprendo tutti i paesi e i continenti e in alcuni paesi, probabilmente in Nord America ed Europa, facciamo anche uno show speciale. Sarà una cosa grande. Poi abbiamo già delle buonissime proposte di tour, in pacchetti più grandi del nostro. Quindi ci sarà un sacco di promozione anche sotto altri punti di vista. Uscirà un altro video e poi ci vorremmo godere un po’ di pace, perché arrivare fino a qui è stato un percorso molto lungo. Abbiamo finito di registrare mentre facevamo i tour promozionali per i singoli, una cosa anni ’80, davvero incredibile. Abbiamo fatto cinquanta date negli ultimi due mesi, tutto il Nord America, tutto il Sud America e il Centro America. Adesso facciamo questi festival, poi si va nel SudEst asiatico e Giappone, Cina, Asia, Tanzania. Poi torniamo, facciamo l’Europa e poi continueremo. Siamo strapieni di lavoro, quindi siamo contentissimi.

Benissimo. Allora, l’ultima cosa, velocissima, che ho finito il tempo. Che cosa aspettarci dal live di oggi?

Francesco: Non lo so (si ride insieme)…..perchè è il primo live che facciamo a casa dopo un po’, con una produzione europea……sarà una figata (ridiamo).

Quello poco ma sicuro, ancora una volta.

Francesco: Suoneremo un sacco di pezzi nuovi, tante chicche di roba vecchia che non facevamo da un sacco di tempo. Suoneremo un ora e mezzo. Quello che vi dovete aspettare è che ci faremo un gran culo, perché suonare i pezzi dei Fleshgod per un ora e mezzo è un discreto morire (ridiamo ancora).

Che grande. Francesco è stato veramente un piacere averti qua con noi!!!

Francesco: Grazie mille

Grazie a te

Francesco: A presto, grazie ancora per l’intervista, grazie per lo spazio ed il supporto. Grazie a chi la ascolterà o la leggerà e per il tempo che dedica a una band come noi. Grazie!!!


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