METALITALIA.COM FESTIVAL 2019 – LIVE REPORT DAY 2

Written by on June 12, 2019

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METALITALIA.COM FESTIVAL 2019 – DAY 2:
GOTTHARD + HARDCORE SUPERSTAR + PHIL CAMPBELL AND THE BASTARD SONS +
CRAZY LIXX + HELL IN THE CLUB + RAIN + SPEED STROKE + BAD BONES
live @ Live Music Club, Trezzo sull’Adda (Mi)
– domenica 2 giugno 2019 –

Inguaribili rocckettari, rieccoci in quel di Trezzo sull’Adda per la seconda e ultima giornata del METALITALIA.COM FESTIVAL, dopo le sonorità estreme e martellanti del primo giorno oggi domineranno quelle elettrizzanti e adrenaliniche dell’hard’n’heavy, sempre con protagonisti band del panorama tricolore e europee. Dal nostro schieramento abbiamo band già ben affermate sul territorio ovvero i BAD BONES, SPEED STROKE, RAIN e HELL IN THE CLUB, mentre dall’estero arrivano gli scalmanati CRAZY LIXX, HARDCORE SUPERSTAR e i mitici GOTTHARD. Come tradizione vuole gli irriducibili si presentano alla venue già dal mattino presto, combattendo contro il sole cocente e perennemente affamati di rock’n’roll, che attendono l’apertura per la classica corsa alla transenna. Che la giornata abbia inizio!

BAD BONES

Il sipario si apre con l’arrivo dei BAD BONES direttamente da Mondovì, pronti a impartire una sana lezione di r’n’r in preparazione a tutte le band che seguiranno. Entrando in scena sulle note di “Don’t Stop Me”, danno subito una scossa facendo entrare nel giusto mood il pubblico ancora poco numeroso ma sicuramente partecipe. A seguire con “Midnight Rider” estratta dalla quinta fatica “High Roller” pubblicata l’anno scorso, danno un ulteriore marcia in più cercando di dare spazio al resto della produzione visto il breve tempo a disposizione. Senza dubbio dalla nascita nel 2007 questi ragazzi di strada si sono fatti veramente le “ossa cattive”, SerJoe Bone e Steve Bone lo dimostrano pienamente a suon di riff grezzi, assoli veloci e robusti giri di basso. La dinamica tenuta di palco e forza di coinvolgimento anima il locale alla grande, non è certo musica per chi ama stare in giacca e cravatta ma piuttosto su una rombante moto, i pezzi sono molto trascinanti grazie anche ai potenti ritmi sostenuti da Lele Bone dietro alle pelli, mentre la vocalità dell’energico Max Bone è ruvida, ben riscaldata e supportata da SerJoe e Steve nei cori. La risposta dei presenti è più che positiva, enfatizzati da questa sanguigna esibizione che si rivela una rigenerante botta di vita, che termina con il loro pezzo forte “Bad Bone Boogie”. Sono stati sicuramente un’ottima rampa di lancio, a mio parere meritavano una posizione di maggior rilievo, ma per i nostri rocker genuini la cui attitudine è suonare soprattutto per divertirsi, gli applausi del pubblico sono la miglior ricompensa e ringraziando per il supporto possono lasciare il palco con fierezza.

SetList:

  1. Don’t Stop Me
  2. Midnight Rider
  3. Me Against Myself
  4. Wild Rose
  5. Road To Rock’nRoll
  6. Nowhere Girl
  7. Poser
  8. Desperado
  9. Time To Rock
  10. Bad Bone Boogie

BAD BONES LineUp:

  • Max Bone – Vocals
  • SerJoe Bone – Guitar/backing vocals
  • Steve Bone – Bass/backing vocals
  • Lele Bone – Drums

SPEED STROKE

Ora la parola passa agli emiliani SPEED STROKE, accolti calorosamente accendono il pubblico con la potente “Age Of Rock’n’Roll”, dando poi spazio al secondo album “Fury” risalente al 2016. Questi ragazzi fanno scintille macinando chilometri sul palco, dimostrando grande sicurezza e passione facendo dilagare la loro energia, scaturita da cannonate come “The End Of This Flight” e “Demon Alcohol”, dove l’accoppiata D.B. / Niko alle sei corde spara ritmiche spigolose contornate da assoli pungenti, il suono metallico del basso di Fungo è particolarmente in risalto, mentre Andrew picchia duramente su piatti e pelli. Puro hard rock a forti tinte sleaze le cui redini sono saldamente tenute da Jack, frontman carismatico dalla voce graffiante che oltre ad esaltare i presenti tra cui una nutrita schiera di fans, ringrazia sinceramente per l’opportunità di suonare a questo grande evento, considerandolo a suo dire uno “sverginamento” nonostante l’intensa l’attività live alle spalle. La tensione si attenua con “From Scars To Stars”, pezzo strappamutande o lacrime a libera interpretazione dell’ascoltatore, dopodiché ripartono in quarta con l’inedito “Scene Of The Crime” che riscuote buoni consensi, un omaggio ai mitici Van Halen con “Hot For Teacher”. Infine dopo “Believe In Me” aprono una parentesi comica dove il malcapitato Jack si becca un calcio in faccia dal chitarrista, prontamente rianimato dai compagni si rialza vacillando per la rituale foto, accompagnata da forti applausi e incitamenti. Il quintetto di Imola from Tennent’s See (sempre a detta del buon Jack) ha dato al pubblico leggermente aumentato una scossa adrenalinica, trasudando passione e tenacia senza mai fermarsi spianando la strada alla band successiva.

SetList:

  1. Age Of Rock’n’Roll
  2. The End Of This Flight
  3. Demon Alcohol
  4. From Scars To Stars
  5. Scene Of The Crime (Inedito)
  6. Hot For Teacher (Van Halen Cover)
  7. Believe In Me

SPEED STROKE LineUp:

  • Jack – Vocals
  • D.B. – Guitar
  • Niko – Guitar
  • Fungo – Bass
  • Andrew – Drums

RAIN

Rimanendo in terra emiliana presentiamo un pezzo di storia dell’heavy metal, loro sono i RAIN che prendono rapidamente posizione e con “Love In The Back” danno al pubblico una scarica elettrica. Ma la musica non è l’unica cosa che offrono, per la gioia del pubblico maschile con la successiva “Bang Bus” entrano in scena le “Dirty Dianas”, gruppo di sexy e provocanti “exotic pole dancers” che grazie ai loro balletti e acrobazie rendono lo show ancora più eccitante, un tuffo negli anni ’80 golden age dello Sunset Strip. Ma tornando alla vera sostanza, i Rain fanno davvero piombare sulle nostre teste una pioggia, anzi, un diluvio di decibel, riff e assoli infuocati schizzano dalle chitarre di Alessio “Amos” e Freddy “V” accompagnate dal tonante basso di Gabriele “king”. Dall’ultima fatica “Space Pirates” del 2016 oltre alla title track e “Hellfire”, brani di grande spessore eseguono “We Don’t Call The Cops” durante la quale ricompaiono le intriganti performer in versione sexy poliziotte a scombussolare gli ormoni. A prescindere dai balletti i nostri si difendono con i denti, tengono il palco alla grande esaltando il pubblico che agita le teste a ritmo dei colpi di machete dell’inarrestabile batterista Andrew, senza tralasciare l’aggressività vocale abbinata alla padronanza di palco da parte di Maurizio “Evil Mala”, che sfoggia una personale tuta arancione personalizzata Raincrew. Col procedere dell’esibizione l’entusiasmo cresce e i nostri non ci fanno mancare niente, sbattendoci in faccia la cover dei Megadeth “Peace Sells”, purtroppo quando ci si diverte il tempo passa inesorabile e con l’emblematica “Only For The Rain Crew”, accompagnata dall’ultimo ingresso delle Dirty Dianas i bolognesi ci salutano. Questo connubio sexy-rock è stata una mossa vincente, complimenti ad entrambe le parti assolutamente vulcaniche che hanno innalzato in tutti i sensi la temperatura del festival, preparando il pubblico ben aumentato per l’ultima band tricolore.

SetList:

  1. Love In The Back
  2. Bang Bus (with Dirty Dianas)
  3. Whiskey En La Ruta 666
  4. Hellfire
  5. Peace Sells (Megadeth cover)
  6. We Don’t Call The Cops (with Dirty Dianas)
  7. Evil Me
  8. Blackford
  9. Space Pirates
  10. Only For The Rain Crew (with Dirty Dianas)

RAIN LineUp:

  • Maurizio “Evil Mala” Malaguti – Vocals
  • Alessio “Amos” Amorati – Vocals/Guitar
  • Freddy “V” Veratti – Vocals/Guitar
  • Gabriele “King” Ravaglia – Bass
  • Andrew Gunner – Drums

HELL IN THE CLUB

Siamo giunti a metà giornata e la voglia di divertirsi è sempre maggiore, tra una canzone, una birra e un meet’n’greet, ecco salire sul palco l’ultima band nostrana pronta a fare casino, esordendo con “Le Cirque Des Horreurs” gli HELL IN THE CLUB risollevano nuovamente gli animi a colpi di fottuto r’n’r. il quartetto di Alessandria-Pordenone sfodera subito una grinta pazzesca, bruciando un pezzo dopo l’altro attingendo da tutti gli album compreso il quarto e ultimo “See You On The Dark Side” dal quale prendono “Bite Of The Tongue” e “We Are On Fire” decisamente di alto livello. Richiamando una vasta cerchia di fans che cantano e ballano senza sosta, danno un’ulteriore spinta al festival che rimarrà costante per tutta l’esibizione, Andrea “Picco” preme l’acceleratore sfornando riff massicci e vortici di assoli, a dare manforte ci pensa Andrea “Andy” facendo vibrare duramente il basso. Complessivamente ogni elemento ha energia da vendere e il loro entusiasmo è contagioso, Marco “Lancs” fa rimbombare piatti e pelli mentre il frontman Davide “Dave”, scatta come una molla da un lato all’altro del palco, mantenendo vivo il contatto con l’audience e raschiando a dovere le corde vocali, essendo già militante negli Elvenking di certo l’esperienza non gli manca. Infine con “Devil On My Shoulder”, terminano uno show davvero intenso riuscendo davvero a portare l’inferno nel Live Club, chiudendo gloriosamente la parentesi tricolore del METALITALIA.COM FESTIVAL, ora il pubblico è caricato al massimo per acclamare la prima band internazionale.

SetList:

  1. Le Cirque Des Horreurs
  2. Shadow Of The Monster
  3. Proud
  4. Bite Of The Tongue
  5. We Are The Ones
  6. We Are On Fire
  7. Rock Down This Place
  8. No Appreciation
  9. Devil On My Shoulder

HELL IN THE CLUB LineUp:

Davide “Dave” Moras – Vocals
Andrea “Picco” Piccardi – Guitar
Andrea “Andy” Buratto – Bass
Marco “Lancs” Lanciotti – Drums

CRAZY LIXX

Le nostre band hanno senza dubbio tenuto alta la nostra bandiera, scaldando il pubblico a puntino in attesa della risposta estera che non tarda ad arrivare, ecco dalla Svezia gli effervescenti CRAZY LIXX che s’impossessano del palco imponendo il loro hard rock diretto e sfrontato. Dalla nascita nel 2002 a oggi hanno prodotto sei dischi, di cui l’ultimo “Forever Wilde” appena pubblicato, ed è proprio con “Wicked” che accendono la miccia, collegata a sua volta ad altre cariche piazzate lungo il repertorio come “Wildchild” e “Heatseeker”. Nell’aria si respira l’ebbrezza ottantiana grazie alle sonorità espresse da Jens Lundgren e Chrisse in un susseguirsi di accattivanti riff e assoli, equilibrando durezza e melodia in una miscela hard rock-glam-AOR, dando spazio anche a brani più tenui come “Snakes In Paradise” e “Blame It On Love”. Dal nuovo lavoro attingono ancora “Break Out” e “Silent Thunder” riscuotendo un  buon successo, sicuramente degno di nota il lavoro di Jens Anderson al basso che compatta il sound, e di Joél alla batteria che sostiene il ritmo calibrando la forza in base alla cadenza dei pezzi. Complessivamente tengono il palco con tenacia e aria di ribellione, il frontman Danny dimostra prontezza e carisma oltre ad avere una voce calda e spiccante, mantiene viva l’esibizione e negli ultimi pezzi indossa la maschera di Jason del celebre Venerdì 13. A chiudere lo show spetta a “21 Till I Die”, dopodiché agli svedesi possono raccogliere calorosi applausi per aver fatto riassaporare ai nostalgici i bei tempi passati ed esaltando i più giovani.

SetList:

  1. Wicked
  2. Hell Raising Woman
  3. Blame It On Love
  4. Break Out
  5. Snakes In Paradise
  6. Wildchild
  7. Silent Thunder
  8. Heatseeker
  9. XIII
  10. 21 Till I Die

CRAZY LIXX LineUp:

  • Danny Rexon – Vocals
  • Jens Anderson – Bass
  • Chrisse Olsson – Guitar
  • Jens Lundgren – Guitar
  • Joél Cirera – Drums

PHIL CAMPBELL AND THE BASTARD SONS

Dal rock melodico si passa al rock’n’roll puro e senza fronzoli, a farne le veci è un veterano che non ha bisogno di presentazioni, con grande onore diamo il benvenuto a Mr PHIL CAMPBELL con appresso i THE BASTARD SONS. L’ex Motorhead non ha nessuna voglia di stare in casa in pantofole, l’anno scorso ha buttato fuori il primo album “The Age Of Absurdity”. Accolto con grande rispetto Phil, la sua prole e il cantante Nei Starr aggrediscono i presenti con “Big Mouth”, come primo riscaldamento prima di un alternarsi di pezzi loro e ovviamente dei Motorhead, nome che troviamo sul dizionario sotto la voce “rock”. I brani della “Bastard Family” hanno tutti un bel piglio richiamante la vecchia scuola, “Step Into The Fire”, “Freak Show” e “Ringleader” ne sono un esempio lampante che movimenta la massa, mentre con “Dark Days” il sound prende una piega blues. Papà Phil è di poche parole e raramente si sposta dalla sua postazione, consapevole del ruolo che ha ricoperto militando assieme al mitico Lemmy, da tutto lo spazio ai suoi eredi Tyla, Dane e Todd che col passare degli anni sono maturati acquisendo sicurezza. Grazie ai loro sound a base di riff diretti e scarni, assoli pericolosi e batteria altisonante, mantengono caldi i motori grazie anche al brio dinamico di Neil Starr, ma non appena scattano le hit motorheidiane come “Rock Out”, “Born To Raise Hell”, “R.A.M.O.N.E.S.” regna il macello ma pur sempre con un filo di nostalgia di Mr. Kilmister, che viene in seguito omaggiato con la psichedelia di “Silver Machine” della sua prima band Hawkwind. Dopodiché il palco diviene l’epicentro del terremoto, quando dal basso di Tyla partono le note dell’unica e inossidabile “Ace Of Spades” che scatena un pogo infernale, e, in seguito con “Bomber” Phil e famiglia pongono fine a una concreta, spietata e viscerale dimostrazione che la fiamma del rock è sempre viva, il pubblico numeroso li acclama a gran voce pronto per assistere alle ultime due band.

SetList:

  1. Big Mouth
  2. Step Into The Fire
  3. Rock Out (Motorhead cover)
  4. Freak Show
  5. Born To Raise Hell (Motorhead cover)
  6. Dark Days
  7. Get On Your Knees
  8. R.A.M.O.N.E.S. (Motorhead cover)
  9. Ringleader
  10. Straight Up
  11. Silver Machine (Hawkwind cover)
  12. Ace Of Spades (Motorhead cover)
  13. High Rule
  14. Bomber (Motorhead cover)

PHIL CAMPBELL AND THE BASTARD SONS LineUp:

  • Phil Campbell – Guitar
  • Todd Campbell – Guitar
  • Tyla Campbell – Bass
  • Dane Campbell – Drums
  • Neil Starr – Vocals

HARDCORE SUPERSTAR

Siamo giunti alla penultima band della serata, sono svedesi ma a giudicare dalle numerose volte che hanno suonato nel nostro Paese dovrebbero dargli la cittadinanza, stiamo parlando di quei pazzi scatenati HARDCORE SUPERSTAR pronti a mettere a ferro e fuoco il locale irrompendo con “Moonshine”. Dopo ben quarantacinque minuti di ritardo sulla tabella di marcia, finalmente il pubblico può dimenarsi traportato dall’euforia che dilaga inesorabile, tuttavia gli HCSS ci mettono un tantino a ingranare la marcia, ma già con la nuova “Electric Rider” trovano la giusta quadra, tanto che subito dopo bruciano già il loro cavallo di battaglia “We Don’t Celebrate Sundays”, mandando i fans in visibilio. Ora si che riconosciamo il quartetto di Gotheborg, selvaggi ed esuberanti mettono tutto a soqquadro, grazie ai pezzi di grido come “My Good Reputation” e “Dreamin’ In A Casket”, cantati a squarciagola dal pubblico di età variegata, in totale balìa delle fucilate di riff messe a punto da Vic Zino che saltella roteando su se stesso. Il perennemente sorridente Martin al basso fluidifica la rimica, mentre Magnus “Adde” si accanisce contro la batteria senza perdere un colpo, ma cosa dire di Joke? Come sempre è una scheggia impazzita che sprigiona una voce fiammeggiante girando per tutto il palco, ma non ancora soddisfatto salta giù salendo in bilico sulla transenna e lanciarsi sui fans, per poi prolungare il giro fino a raggiungere e dominare il banco bar. Non c’è storia, loro sono una potentissima macchina da concerto, e, dopo “Someone Special” come tradizione scelgono alcuni fortunati tra il pubblico per salire sul palco per l’evergreen “Last Call For Alcohol”, durante la quale viene prosciugata una bottiglia di Jagermeister e poi via alle danze di gruppo. Joke e soci sono maestri nell’intrattenere al massimo i loro fans facendoli divertire ma soprattutto divertendosi a loro volta, la perfetta attitudine che si protrae per tutto il concerto. In seguito dall’ultimo undicesimo lavoro “You Can’t Kill My Rock’N’Roll” lanciano la title track e “Bring The House Down”, infine con l’iconica “Above The Law” durante la quale il povero Adde vede smontarsi la batteria, i beniamini svedesi ci salutano e ringraziano sentitamente, mentre i fans ancora in delirio li acclamano a perdifiato, ora la parola passa ai tanto attesi headliner.

SetList:

  1. Moonshine
  2. Electric Rider
  3. We Don’t Celebrate Sundays
  4. Liberation
  5. My Good Reputation
  6. Dreamin’ In A Casket
  7. Wild Boys
  8. Someone Special
  9. Last Call For Alcohol
  10. You Can’t Kill My Rock’n’Roll
  11. Kick On The Upper Class
  12. Bring The House Down
  13. Above The Law

HARDCORE SUPERSTAR LineUp:

  • Jocke Berg – Vocals
  • Martin Sandvick – Bass
  • Vic Zino – Guitar
  • Magnus “Adde” Andreasson – Drums

GOTTHARD

Dopo la ribalta della Svezia siamo giunti (purtroppo) all’ultima band del METALITALIA.COM FESTIVAL, il pubblico purtroppo è leggermente diminuito, complice il forte ritardo precedente e di conseguenza l’avvicinarsi inesorabile del lunedì mattina dove si riprende a lavorare, ma bisogna constatare che gli HCSS si sono portati via una fetta di pubblico giovane. Ma non temete, il plotone dei fedeli seguaci gotthardiani è presente e in febbricitante attesa di vedere i loro idoli, il tempo sembra non passare mai e la tensione cresce, finalmente le luci si abbassano e i mitici GOTTHARD capitanati dal leggendario Leo leoni, entrano in scena colpendo il pubblico in tutti i sensi con “Bang!” seguita da uno stuolo di pietre miliari raccolte in quasi trent’anni di onorata carriera: “Electrified”, “Stay With Me”, “Top Of The World”, “Mountain Mama” giusto per citarne alcune, che fanno viaggiare i fans su una macchina del tempo riscoprendo ricordi legati a una persona, un luogo, ecc. Perché il rock è anche magia e i “maghi di Lugano” ne danno prova con i loro strumenti, Leo e Freddy alle sei corde hanno un tocco magico che incanta l’audience a suon di riff e assoli, in un perfetto equilibrio di potenza e melodia abilmente amalgamata dai giri di basso sviluppati da Marc, l’apporto melodico è accentuato da Ernesto Ghezzi alla tastiera che crea soffici atmosfere. Come tutti avrete notato alla batteria non è presente Hena Habegger, il quale è stato momentaneamente rimpiazzato da un sostituto di tutto rispetto, il fortissimo Daniel Loeble preso in prestito dagli Helloween abile nel bilanciare il tiro di ogni pezzo, infine ad accompagnare questo sound variabile abbiamo la vocalità di Nic a tratti morbida o più ruvida, inoltre hanno ingaggiato due coriste. L’entusiasmo aumenta pari passo con l’esibizione, dove non mancano dei sipari dove Ernesto e Danny si ritagliano il proprio momento di gloria, esprimendo il loro talento con assoli di tutto rispetto, ma l’apice dell’emozione viene raggiunto con le toccanti “One Life, One Soul” e “Heaven”, cantante all’unisono con occhi al cielo ricordando il caro compianto Steve Lee. In seguito Nic prende la chitarra ed ecco servite “Starlight” e “Right On”, dopodiché Leo e Freddy s’imbattono in un duello di note che precede la conclusiva “Lift U Up”. Ormai conosciamo troppo bene i nostri svizzeri e sappiamo che non può finire così, come tradizione vuole dopo una meritata pausa tornano in pista per la punta di diamante “Anytime Anywhere” per un finale da stadio dove il volume è sormontato dai cori del Live Club in visibilio. C’è poco da dire… Leo Leoni e compagni hanno indiscutibilmente segnato un’altra vittoria su tutti i fronti, per l’intera esibizione il supporto, il calore e gli applausi sono stati costanti e sul finale inquantificabili, emozionati a loro volta i Gotthard ringraziano lasciando il palco a testa alta, per aver concluso magistralmente la giornata finale del METALITALIA.COM FESTIVAL.

Anche la seconda giornata del METALITALIA.COM FESTIVAL è passata, come previsto si è rivelata un trionfo assoluto dell’hard rock, l’atmosfera è sempre stata carica di passione, sentimento, sangue, tenacia ma soprattutto tantissima voglia di divertirsi in compagnia, ovviamente acclamando dalla prima all’ultima band italiana e straniera che hanno dato anima e corpo per soddisfare la nostra insaziabile fame di rock’n’roll. Ringraziamo ancora la Eagle Booking, la Cerberus Booking, tutto lo staff di Metalitalia e del Live Music Club per aver organizzato un’altra indimenticabile edizione, augurandogli di proseguire a oltranza in questa direzione. Ci vediamo alla prossima edizione 2020!!!

SetList:

  1. Bang!
  2. Electrified
  3. Hush (Joe South cover)
  4. Stay With Me
  5. Feel What I Feel
  6. Top of the World
  7. Drum Solo
  8. Sister Moon
  9. What You Get
  10. Remember It’s Me
  11. Keyboard Solo
  12. One Life, One Soul
  13. Heaven
  14. Starlight
  15. Right On
  16. Mountain Mama
  17. Guitar Solo (Leo and Freddy)
  18. Lift U Up
  19. Anytime Anywhere

GOTTHARD LineUp:

  • Nic Maeder – Vocal
  • Leo Leoni – Guitar
  • Freddy Scherer – Guitar
  • Marc Lynn – Bass
  • Ernesto Ghezzi – Keyboard
  • Hena Habegger – Drums (sostituito da Daniel Loeble – Helloween)

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