Death Angel – Intervista esclusiva a Ted Aguilar

Written by on July 2, 2019

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Il 2019 è l’anno dei grandi ritorni. Tra i tanti nomi attesi, ecco tornare in pista anche i Death Angel: il quintetto di San Francisco torna dopo tre anni di silenzio dal precedente “The Evil Divide” e presenta al grande pubblico la nuova fatica discografica, “Humanicide”, un disco introspettivo, diretto, che mette in mostra una band che ha ancora molto da dire. In occasione dell’unica data italiana tenutasi al Legend Club di Milano, abbiamo scambiato quattro piacevoli chiacchiere col chitarrista Ted Aguilar, interlocutore efficiente ed entusiasta, che così si racconta ai microfoni di MMR.

Traduzione in italiano, a cura di Arianna Govoni

Qui è di nuovo DJ Mike e sono in compagnia del mitico chitarrista dei Death Angel, Ted Aguilar!

Ted – Dove sta?

Dove sta? Dove sta? Ehehe! Mister Ted, come stai?

Ted – Bene, bene! E tu, come va?

Anche io sto bene! Sono molto curioso, poiché il titolo del vostro ultimo disco, “Humanicide”, è tutto un programma!

Ted – Un problema? (Ted non ha compreso bene la parola “program” (programma), ndr)

Programma! Suona quasi come se fosse una data…

Ted – È come lo vedi tu, ‘Humanicide’ si riferisce a ciò che succede nell’arco della vita, a come le cose vanno, come si indirizzano al mondo, è diretto ad un punto dove non ci sarà più nessun umano rimasto, dove non vi sarà più alcuna specie. È circa questo il succo. Il mondo sta impazzendo, stiamo vivendo un altro periodo, vi è un sacco di negatività e sembra spiccare proprio dal genere umano. Gli esseri umani si distruggono a vicenda, l’individuo distrugge la terra, non sembra che stiamo vivendo un buon periodo. Fondamentalmente è questa la questione che si discute in “Humanicide”.  

Ti ritrovi in quella schiera di persone che la vede in un modo più positivo o, al contrario, la vedi più negativamente?

Ted – Tutti quanti hanno pensieri negativi, ciò che devi fare è prendere questi pensieri e trasformarli in qualcosa di positivo. Capisci quello che intendo? Cerchiamo di vedere la facciata positiva il più possibile, a volte non è possibile riuscire ad incanalare la negatività, ma ciò che puoi fare è tenere la testa alta e fare marcia indietro. È questo il significato positivo che ha assunto il mondo al giorno d’oggi, ma c’è anche tanta negatività intorno, per cui… è una battaglia! È difficile, ma sono sicuro che non si rifà solamente alla musica ma anche alla vita reale! Fintanto che cercherai di restare edificante e positivo, arriverà sempre qualcosa di negativo. In un certo modo è buono, perché per apprezzare le cose buone devi sperimentare qualcosa di brutto.

Sono d’accordo, anzi, credo che tu sia un uomo che appena ha a che fare con un problema, la prima cosa che cerca è la soluzione. È giusto?

Ted – Devi trovarla, c’è sempre una soluzione a tutto! Se continui a concentrarti sul problema, allora non troverai mai la soluzione. Più veloce sarà la soluzione, più avrai modo di andare avanti nella vita. Più semplice di così…

Non è semplice, però, trovare persone che riescono a risolvere e cercare soluzioni nel mondo, poiché le persone tendono a guardare solo le questioni negative.

Ted – Esattamente! Sembra che tutti vogliano guardare a se stessi, è sempre tutto un “io, io, io”, invece di guardare il meglio per le altre persone. Tutti potrebbero aiutare in meglio chiunque altro, il mondo sarebbe senz’altro un posto migliore o perlomeno potrebbe intraprendere la direzione giusta.

Quale è la tua visione del futuro, sia per quel che riguardano i Death Angel, la musica ed in generale?

Ted – Mi piacerebbe che i Death Angel potessero continuare il più a lungo possibile, per quel che mi riguarda a livello personale vorrei vivere il più a lungo possibile. A livello più generale, mi augurerei che tutti possano trovare la propria pace, anche se non credo che vi sia la possibilità di trovarla nel corso della nostra vita. Come dicono spesso: “Qualcuno di brutto deve accadere affinché ne venga fuori qualcosa di bello”. È una cosa sfortunata, ma questo è ciò su cui si basa l’umanità.

Vi è un messaggio in particolare che i Death Angel vorrebbero trasmettere tramite la loro musica e grazie a “Humanicide”?

Ted – Fondamentalmente si tratta di positività, cercare di fare attenzione agli altri per quel che riguarda la musica metal. Sai, hai un concerto heavy metal, un festival e sono certo che tu lo hai sperimentato, sai mi ricordo un’edizione del Gods of Metal qui in Italia, c’erano tante persone che venivano da ogni parte del mondo che hanno preso parte a quel festival. Provenivano da paesi diversi, avevano una religione diversa, stili di vita e culture differenti, eppure si trovavano lì alle porte ed erano pronti a divertirsi e a godere delle cose che hanno in comune: la musica! Credo che tutti quanti si ritrovino ad avere lo stesso messaggio: cercare di trovare qualcosa con la quale andare d’accordo, cerca di non vivertelo per conto tuo ma di godertelo insieme a tutti gli altri. Non importa la tua cultura, la tua religione, il colore della pelle, il tuo orientamento sessuale, non ha importanza. Ritrovatevi e godetevi la musica insieme! Questo è il messaggio che vogliamo dare.  

È un gran bel messaggio! Ora vorrei porti una domanda in merito all’artwork di copertina del disco. In qualche modo, i lupi tornano sempre nelle vostre copertine. C’è una grossa connessione tra la figura del lupo e i Death Angel!

Ted – Sì, siamo grandissimi amanti degli animali, alcuni di noi hanno dei cani. Ci piacciono i lupi, così come ci piace l’idea del branco, dove i lupi restano uniti, il ché ci ricorda noi stessi. Noi cinque stiamo appiccicati, ci siamo dentro insieme, ci piace fare questo tipo di musica insieme. Siamo come lupi: cerchiamo di fare tutto questo come un gruppo, come una band, tentando di sopravvivere nella musica e portarla a più persone possibile. Cerchiamo di sopravvivere all’industria musicale, in costante cambiamento ogni volta ed è difficile tenere il passo, cerchiamo di combattere per rimanere all’interno della scena heavy metal. È per questa ragione che ci piacciono i lupi, perché restano uniti e combattono insieme.

Come una famiglia!

Ted – Come una famiglia. Ecco perché ci piacciono i lupi. Sono creature favolose, anche se sembrano spaventose, sono bellissime e la loro mentalità è buona.

Solitamente un branco di lupi possiede un leader, un alfa! Pensi che all’interno dei Death Angel ve ne sia uno o la band stessa è da considerarsi un’entità alfa?

Ted – È un’entità alfa, ma ovviamente se vuoi addentrarti nelle cose tecniche, potrei dirti che Rob e Mark sono i maschi alfa, ma sotto un certo aspetto siamo tutti uguali. Rob e Mark sono i maschi alfa perché sono dentro i Death Angel da molto più tempo, ma siamo tutti uguali, combattiamo equamente, suoniamo e ci rispettiamo alla stessa maniera equa.

È il segreto per far durare una band nel tempo!

Ted – Sì! Parliamo di longevità. Voglio dire, se avessimo poco rispetto per l’un l’altro, per i fan, sia in veste di musicisti che di persone, la band non sarebbe durata a lungo. È come se fossimo un pugno, hai presente? Se un dito si rompe, il pugno non è così potente. Ci sono cinque dita e le dita siamo noi, se un dito si rompe non ci sarebbe la potenza.

Bell’esempio! Come è la vostra relazione con i fan, sia faccia a faccia che via social?

Ted – Facciamo il nostro meglio per interagire con loro, sia di persona che sui social media. So che i social sono un buon aiuto, poiché tutti stanno su Internet con i propri telefoni, vedono sempre che cosa sta succedendo, ma a parte questo è molto importante. Noi facciamo del nostro meglio per mantenere i contatti con i fan sia in rete che in pubblico. Voglio dire, sappiamo come va. Noi stessi sia fan della musica, quando vediamo i nostri musicali rimaniamo allibiti, li seguiamo online, di conseguenza le persone fanno lo stesso con noi seguendoci online. Sappiamo quanto sia importante.

Personalmente, siete voi a rispondere a chi vi contatta in rete o c’è qualcuno che si incarica di farlo al posto vostro?

Ted – Io cerco di rispondere a tutti quanti, riceviamo così tanti messaggi che risulta difficile ma quando io stesso trovo più tempo, cerco di rispondere a più persone possibili su Facebook, Twitter, Instagram… a volte riceviamo anche email tramite il nostro sito web. Se riesco a trovare il tempo, cerco di rispondere a più persone possibile, ma sì, sono io il responsabile.

Bene. Come è stato accolto il penultimo album, sia dalla stampa, che dai fan?

Ted – “The Evil Divide” è stato accolto molto bene. Come ben sai, è uscito tre anni fa, capita la stessa cosa quando pubblichiamo un album, personalmente mi chiedo se alla gente potrà piacere o meno, se arriverà ad odiarlo, ma alla fine dei conti lascio correre. Fintanto che alla gente piaceremo, andrà bene. È importante che alla gente piacciano i Death Angel, le persone che ameranno il disco si concentreranno su quell’aspetto, mentre quelle a cui il disco non piacerà vi dico: “Grazie di aver dato un ascolto”. È tutto ciò che posso dire.

Cosa puoi dirmi, invece, di “Humanicide”?

Ted – Le reazioni e le recensioni sono state positive, eravamo sorpresi perché abbiamo scoperto solamente un paio di giorni fa che il disco ha raggiunto la posizione numero 19 nelle classifiche tedesche, mentre l’album precedente era arrivato al numero 37! È un grosso passo, è davvero gratificante, eravamo molto eccitati e soddisfatti… voglio dire, il disco è solamente uscito da appena una settimana e mezzo, quasi due settimane, e le reazioni da parte sia del pubblico che dalla stampa sono state strabilianti, non potrei essere più felice di così!

Dando un ascolto a “Humanicide”, credo di aver trovato un nuovo potere all’interno del vostro sound, è esatto?

Ted – Sì, voglio dire, questo è il quarto disco con questa formazione, una cosa che amo particolarmente in questo album è che puoi percepire la personalità di tutti i membri, tutti quanti hanno contribuito con il loro stile, hanno contribuito pensando a ciò che era meglio per le canzoni, piuttosto che dire: “vorrei fare questo, quest’altro”. Vedono la struttura del brano e pensano a come poter dare il miglior contributo, tutti ascoltano, tutti sono sullo stesso pezzo, tutti sono elettrizzati. Io stesso vedo l’eccitazione da parte di tutti, è un disco molto forte e ne siamo molto contenti. Ci sono tanti alti e bassi, è molto veloce, melodico, molto rock’n’roll, molto punkrock, c’è molto di tutto questo e mi piace. Questa è una cosa molto bella dei Death Angel, ci piace prendere la nostra musica thrash e renderla nostra, più personale. Ci diciamo “mettiamoci una breve introduzione di piano alla fine”, oppure “Andiamo più piano qui” o “Rendiamo questo brano più veloce”, voglio fare qualcosa di nostro per renderlo giusto.

Una domanda che volevo chiederti è questa: ci sono elementi nuovi in questo nuovo disco, infatti hai appena menzionato il piano! È la prima volta che i Death Angel usano un breve intermezzo di pianoforte.

Ted – Sì, il piano è stato introdotto nell’outro di “Immortal Behated” ed è ad opera di una grandissima musicista, Vika. Credo che venga dall’Ucraina, è una grande amica di Rob e Damien, è una grande amica anche della band. È una bravissima pianista, era un qualcosa che volevamo fare nel nostro stile perché lei stessa aveva fatto una cover di un brano di Killing Season, intitolato “Dethroned”, e ci è piaciuto il suo stile. Rob è un grande fan del pianoforte e volevamo fare qualcosa di diverso, le abbiamo chiesto se fosse interessata ad eseguire una piccola parte di piano in quel brano. Lo ha fatto ed il risultato è stato eccezionale. È bello addentrarsi in nuovi territori, sperimentare qualcosa di nuovo, dare nuovi sapori, può sempre ispirare qualcosa di nuovo per il prossimo disco. Non lo sappiamo ancora. Capisci quello che intendo dire? Possiamo sempre avere lo stesso piatto di spaghetti, a volte ti vuoi concedere anche una lasagna, ma a volte vogliamo anche qualcosa di nuovo. Cerchiamo di aggiungere qualcosa di diverso, pur rimanendo noi stessi, pur sperimentando cose diverse.

Tornando a noi, credo che con “Humanicide” siete tornati ad un sound simile a “Thrown To The Wolves” (brano tratto da ‘The Art Of Dying’, ndr). Potrebbe essere una giusta osservazione?

Ted – È difficile quando si tratta di songwriting, perché tutti noi siamo influenzati dagli album precedenti, è nel nostro DNA, nel nostro sangue. Non ci guardiamo mai indietro, non ci diciamo di voler comporre un brano come quello o quell’altro, no! Una volta che l’album è portato al termine, è finito. Andiamo in tour e si prosegue con un nuovo album. Con “Humanicide”, si potrebbe dire che sia un momento catturato nel tempo, abbiamo preso quel momento lì, per dirti: non possiamo più prendere “The Evil Divide”, è una fase conclusa, mentre con quest’ultimo disco ci siamo ritrovati di fronte ad una tavola pulita. Volevamo iniziare qualcosa di nuovo, non ci siamo messi a dire: “Oh, dovremmo fare un album così”. È una parte fine a sé stessa, è conclusa. Lasciala lì e parti con idee fresche, ovviamente possiamo essere influenzati a causa dei precedenti lavori perché abbiamo suonato quelle canzoni dal vivo, sono nel nostro sangue, ma non ci diciamo mai di voler fare questo o quello. Non ci guardiamo indietro.

Dando, invece, uno sguardo alle tematiche, ai testi, che cosa ha influenzato la stesura delle canzoni?

Ted – Mark ha scritto la maggior parte dei testi, mentre penso che Rob ne abbia scritto uno, credo che abbia scritto il testo di “Aggressor”. Credo che sia stati influenzati dagli episodi di vita quotidiana, alcuni forse sono personali, altri, invece, sono più legati a Mark, a ciò che ha vissuto nella sua vita, a ciò che ha vissuto insieme ad altre persone, a ciò che succede nel mondo. Fondamentalmente trattasi di esperienze di vita, è l’argomento che trattiamo, non scriviamo di castelli e draghi o sci-fi. Non vi è niente di sbagliato in queste tematiche, ma non ci appartiene, noi scriviamo direttamente dal cuore, da ciò che proviamo e sentiamo, quindi scriviamo di esperienze di vita passate e questioni personali.

Al momento siete in tour con due grandissime band. Come sta andando?

Ted – Il tour con gli Evil Invaders sta andando molto bene, i concerti sono stati pazzeschi, ci stiamo divertendo e così anche loro. Questa è la prima leg europea volta a presentare “Humanicide”, ci stiamo divertendo e sarà grandioso. È bello essere tornati in Europa, specialmente in Italia.

E cosa possiamo aspettarci dallo show che avete in mente per noi questa sera, qui al Legend?

Ted – Un gran bel concerto! Abbiamo un’ottima scaletta, ci divertiamo a suonarla e non vediamo l’ora di suonarla per tutti quanti. Probabilmente presenteremo un paio di canzoni estratte da “Humanicide”, non lo so e non te lo dirò, ma vorrei solo che tutti presenziassero e si divertissero. La gente potrà aspettarsi un gran concerto e un buon divertimento.

Ringraziamo Arianna Govoni per la trascrizione


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